Vincono 100 a 0, poi licenziano l'allenatore

Micah Grimes, coach di basket in una scuola secondaria di Dallas, esonerato per non essersi scusato con le avversarie per il rotondo risultato. Lui si difende: «Le mie ragazze hanno giocato con onore». Ma l'istituto accusa: «Una vergogna».

Accettare l'esonero dopo una sonante sconfitta, diciamocelo, è difficile ma alla fine si può anche accettare. Più ostico è vincere 100 a 0 una partita di basket e al rientro negli spogliatoi trovarsi sulla scrivania una bella lettera di “tanti saluti e grazie”. Sembra una storia ai confini della realtà, eppure è quanto successo a un allenatore di pallacanestro di una scuola secondaria di Dallas, licenziato per non essersi scusato con gli avversari dopo una sonante vittoria per 100-0. Povero lui, che magari già sognava una promozione e invece ha dovuto sistemare le sue cose in uno scatolone di cartone e fare «ciao ciao» con la manina. E così il coach Micah Grimes ha inviato una lettera al «The Dallas Morning News» assicurando che non si sarebbe mai scusato «per una vittoria così ampia: le ragazze hanno giocato con onore ed integrità». Lo stesso giorno Grimes è stato licenziato dalle autorità della Covenant School, che si è prontamente scusata per l'avvilente vittoria con una lettera sul proprio sito web. «È vergognoso che questo sia successo. Questo, chiaramente, non riflette l'atteggiamento cristiano ed onorevole di una competizione», ha spiegato il comunicato, firmato da Todd Doshier, responsabile della scuola. E poco importa se la Dallas Academy, la squadra sconfitta, non vinceva una partita da quattro anni. Grimes è stato criticato per essersi fatto scappare di mano la partita. «Non sono d'accordo sul fatto che le ragazze della squadra di pallacanestro di Covenant School debbano sentirsi imbarazzate», ha detto Grimes alla stampa locale. «Abbiamo giocato questa partita come si doveva giocare». Secondo un papà, che faceva da assistente alla partita, le giocatrici di Covenant non hanno cessato di mettere a segno delle triple nella fase finale della partita, mentre spettatori e tecnici gridavano senza freno, man mano che le giocatrici si avvicinavano ai 100 punti. Morale della favola? Lo sport insegna che bisogna saper perdere. Ma anche saper vincere, non guasta mai.