Vino alterato, reato da pusher

Dopo aver difeso con le unghie e con i denti il Brunello di Montalcino, Luca Zaia, neo ministro delle Politiche agricole, ha annunciato che giovedì verrà posta la parola fine alla querelle. Il celebre vino toscano era finito nella bufera perché gli Stati Uniti avevano dichiarato guerra all’etichetta che ora invece potrà continuare a presentarsi sui mercati a stelle e strisce. Ma Zaia, non contento, è andato oltre e ha proposto di parificare alla stregua di spacciatori di droga coloro che adulterano vini e, più in generale, cibi. «I consumatori spendono molto e hanno ragione a pretendere prodotti sicuri». Per questo il ministro ha deciso di equiparare gli adulteratori agli spacciatori di stupefacenti.