Vino, niente Oscar al Lazio

Andrea Cuomo

Il vigneto Lazio rimanda ancora l’appuntamento con l’Oscar del vino, il tradizionale premio al meglio della produzione enologica italiana assegnato ogni anno dall’Ais (Associazione italiana sommelier), che quest’anno si è svolta in una location che più romana non si può: la terrazza del Campidoglio. E che ha avuto anche l’onore della messa in onda ieri pomeriggio su Rai Uno della cerimonia, presentata dal patròn di Ais Roma e Bibenda, Franco Maria Ricci e da Antonella Clerici.
Ma torniamo al Lazio, che aveva quattro nomination, nessuna delle quali si è però tradotta in premio: l’Oscar per il miglior vino dolce, per il quale era candidato lo Stillato 2004 di Principe Pallavicini, è andato all’altoatesino Moscato Rosa 2004 di Franz Haas; l’Oscar per la migliore etichetta, per il quale era in lizza il Cosmato 2003 di Coletti Conti, è finito al Langhe Sauvignon Alteni di Brassica 2004 di Gaja; l’Oscar per il miglior sommelier nel ristorante, nella cui terzina figurava il nome di Davide Merlini dell’Hostaria dell’Orso, è stato assegnato ad Andrea Ugolotti del Pescatore di Canneto sull’Oglio; infine come miglior enoteca cantina d’attrazione era candidata l’Enoteca La Torre a Viterbo, alla quale però i giurati del premio hanno preferito La Stüa de Michil di Corvara in Badia (Bolzano).
Insomma, malgrado i segnali di risveglio della produzione il Lazio resta ancora a mani vuote. Può consolarsi, se vuole, con il plauso del re degli chef italiani, Gianfranco Vissani, che ha confermato di «voler estendere la presenza di etichette laziali» nella sua carta dei vini.
Gli altri Oscar del vino 2006 sono andati al campano Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2003 di Marisa Cuomo di Furore (migliore vino bianco); al sardo Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2001 della Cantina Sociale Santadi (migliore vino rosso); al pugliese Salice Salentino Rosato Le Pozzelle 2004 di Candido (migliore vino rosato); al lombardo Franciacorta Gran Cuvée Pas Operé 2000 di Bellavista (migliore spumante); al bordolese Cheval Blanc 2002 (miglior vino straniero); al toscano Chianti Classico Tenuta Sant’Alfonso 2003 di Rocca delle Macìe (miglior rapporto qualità-prezzo); alla trentina Elisabetta Foradori (miglior produttore); alla trentina Tenuta San Leonardo (migliore azienda); a Roberto Cipresso (miglior enologo); a Sandro Sangiorgi di Porthos (miglior giornalista); e al professor Attilio Scienza (premio speciale della giuria).