Vino, il riscatto del Buttafuoco doc Le vigne tornano ad essere bollenti

Scalda il cuore degli appassionati, il Buttafuoco. Un rosso bollente, focoso, appunto. Com'è scritto nel nome. Un vino storico. Di una storia piccola, ma saporita. Una di quelle microstorie di provincia. Poi per anni gli abbiamo preferito rossi meno abbondanti, di perfezione chirurgica nelle finiture, ma pure molto meno saporiti. Perfino i produttori, attenti alle sirene del mercato, pur di venderlo, per anni gli hanno stravolto la fisionomia, alleggerendolo nella struttura e depurandolo di quei caratteri particolari che finalmente oggi tornano di moda (la retroguardia che diviene avanguardia, ogni tanto succede).
Sì, perché oggi, dopo tante vendemmie di purgatorio, il Buttafuoco più autentico è tornato. Grazie a un gruppo di vignaioli con la testa sulle spalle, interpreti contemporanei, che hanno a cuore le ragioni del terroir. Lo producono in un territorio che è la fine del mondo dal punto di vista viticolo. Le sue colline, rivestite di vigna dalla testa ai piedi, sono tagliate in due dai crinali che si affacciano sulle valli del Versa e dello Scuropasso, e che si snodano tra i comuni di Broni, Stradella, Canneto Pavese, Montescano, Cigognola, Castana e Pietra de' Giorgi.
Scopritelo sul campo il fascino campestre del Buttafuoco. Basteranno due giorni col bicchiere in mano, nella porzione più orientale dell'Oltrepò Pavese, nella zona dei rossi oltrepadani più profondi e alcolici. Dal motore importante.
A proposito di motore. La cilindrata del Buttafuoco (croatina, barbera, ughetta di Canneto e uva rara le varietà che lo alimentano) è alta, altissima, la sua alcolicità è straordinaria, così come il suo colore, la sua costituzione. Per questo va lasciato maturare a lungo. Per questo ama la tranquillità di una buona tavola (e odia la fretta del wine bar): una volta in zona provatelo con la cucina tradizionale della famiglia Liberti, al ristorante Prato Gaio di Montecalvo Versiggia, 0385.99726, oppure con quella più creativa di Enrico Bartolini, alle Robinie di Montescano.
Per questo reclama interpreti sensibili per la sua messa a fuoco. Come Andrea Picchioni, 335.5373312, di Canneto Pavese che oggi vi farà assaggiare il suo Bricco Riva Bianca 2004. Rosso di gran spalla, di polpa trascinante e di equilibrio bellissimo. Come Mario Cavalli dell'azienda Piccolo Bacco dei Quaroni, 0385.60521, di Montù Beccaria che vi proporrà il suo Vigneto Cà Padroni 2003. Un vino denso, intenso, ma pure divertente da bere. Per tacere di Valter Calvi, 0385.241527, che nella sua cantina di Castana sarà fiero di farvi degustare il Buttafuoco Vigna Montarzolo 2002, austero, compatto, oggi al suo meglio.
Se alla fine della giornata l'alcol si facesse sentire, potreste pernottare nella vicina Bosnasco, presso la suggestiva Tenuta Scarpa Colombi di Maria Teresa Colombi Repetti 0385.27208, residenza d'epoca dal fascino antico. Come il Buttafuoco.