Violentò suora nell’Oasi dei poveri Padre Fedele condannato a 9 anni

Padre Fedele Bisceglia è abituato - da una vita - a stare in cella. Ma, tra la cella di un convento e quella di una prigione, c’è una certa differenza. Sarà per questo che ieri l’ex monaco più famoso di Cosenza (l’Ordine generale dei frati minori cappuccini lo ha espulso 4 anni fa) ha preso male la condanna a 9 anni e 3 mesi di reclusione per violenza sessuale su una suora. Insomma, il cappuccino-ultrà (per anni ha guidato il «gregge» calcistico della tifoseria cosentina) non porge l’altra guancia; anzi, maledice chi lo «perseguita»: «Vergognatevi tutti, magistrati, suore e preti, perché è stato condannato un innocente». Barba bianca e saio candido, padre Fedele si sente Mosè e detta le tavole della «sua», personalissima, legge: «Avete infangato un sacerdote onesto, si tratta di un complotto (e ti pareva che non spuntava il solito «complotto» ndr) messo in piedi ai miei danni. È la pagina più dolorosa mai scritta dalla magistratura di Cosenza». Già nei giorni scorsi, a conclusione delle arringhe difensive, padre Bisceglia aveva ribadito la propria innocenza leggendo in aula una lettera dove invitata la suora a «dire la verità», chiedendo all'ex questore e all'ex dirigente della mobile, che l'arrestarono cinque anni fa, dove fossero «le prove lampanti e i filmati che dovevano provare la sua colpevolezza».
In realtà questi famosi filmati «inequivocabili» - come vennero definiti ai tempi del primo arresto di Padre Fedele e del segretario dell'«Oasi dei poveri», Antonio Gaudio (condannato a 6 anni e 3 mesi per lo stesso reato) - nessuno li mai visti. Una sentenza maturata dopo poco più di due ore di camera di consiglio e che ha ulteriormente inasprito le pene chieste dall’accusa.
Padre Fedele, subito dopo il verdetto, è andato giù duro con gli anatemi: «Nei miei confronti è stata commessa un’enorme ingiustizia. Hanno trionfato la menzogna e la calunnia. Pentitevi, perché per tutti voi un giorno, per il male che mi avete fatto, si spalancheranno le porte dell’inferno». Per lui, invece, potrebbero spalancarsi porte del carcere. Un attimo prima lo stesso Padre Fedele si era però mostrato molto più conciliante: «In questo momento io gioisco e perdono la suora che ha diabolicamente mentito per farmi del male».
Già, la suora. Lei si è limitata a dire: «Grazie, attendevo questo momento da anni». La religiosa ha parlato anche con la madre superiore generale del suo ordine, quello delle Francescane dei poveri, suor Tiziana Merletti, giunta appositamente da New York, dove ha sede l’ordine, per assistere alla lettura del dispositivo. «Era commossa - ha detto suor Tiziana - ed era contenta perché è stata riconosciuta la veridicità del suo racconto, cosa che noi sapevamo, ma quando c’è una sentenza di condanna c’è anche un riconoscimento pubblico. La nostra suora non ha fatto denuncia per sé ma per le altre donne».
Tra i messaggi di solidarietà a Padre Fedele, anche il telegramma di Luana Borgia, la famosa pornostar che l’ex monaco aiutò a uscire dal «mondo del peccato». Oggi la signora Borgia è infatti la testimonial di un «miracoloso pennellino contro la disfunzione erettile».