Violentata a Bologna svedese appisolata al parco

Claudia B. Solimei

da Bologna

Si era addormentata dopo una notte di festa, in un prato del parco pubblico più frequentato nel cuore di Bologna, ma quello che le stava succedendo non era un incubo, era vero: si è svegliata di soprassalto e addosso aveva un giovane che la stava violentando. La ragazza si è divincolata, due amici le sono corsi in aiuto e l’aggressore, nella confusione, è fuggito.
Lei, una svedese di 17 anni in viaggio con alcune amiche, lo ha riconosciuto tra le foto segnaletiche: in serata un marocchino di 18 anni compiuti da un mese, Yassine El Hadar, in città senza fissa dimora e con un permesso di soggiorno scaduto da quando è maggiorenne, è stato fermato per violenza sessuale aggravata. Il presunto stupratore, sul cui corpo sono stati riscontrati dei graffi, avrebbe consumato la violenza approfittando dello stato confusionale della minorenne. Rintracciato nella centrale via Indipendenza, il giovane ha continuato a negare di essere stato ai Giardini Margherita. In passato era stato arrestato per spaccio, poi affidato ai servizi sociali in una comunità dalla quale era stato allontanato dopo un litigio. La violenza si è consumata nella notte tra sabato e domenica ai Giardini Margherita. La 17enne era arrivata in città con tre amiche, partite dalla Svezia per un viaggio in Europa in treno. Erano ospiti di alcuni amici italiani. C’era da festeggiare un compleanno: dopo alcune ore nel parco, dove c’è una discoteca, mangiando, bevendo e ballando, intorno alle 4.30 la ragazza si è sentita stanca e si è allontanata verso un prato, dove si è addormentata. Il risveglio è stato drammatico: era seminuda e con addosso il giovane che stava consumando un rapporto sessuale. Si è messa a gridare, riuscendo ad attirare l’attenzione di una delle sue amiche. Poi è arrivato anche uno degli amici italiani e l’aggressore si è dileguato. La 17enne, confusa, soltanto domenica sera si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Orsola. Alla polizia ha dato l’identikit dell’aggressore e gli investigatori, coordinati dal pm Valter Giovannini, le hanno fatto vedere decine di foto segnaletiche. Ieri la svolta.
Non è la prima volta che Bologna è teatro di episodi di stupro di questa gravità: il sindaco Sergio Cofferati è accusato dal centrodestra di procedere per proclami o con provvedimenti inefficaci, come il coprifuoco serale sulla vendita di alcolici. In compenso, accusa la Cdl, è stato smantellato il nucleo sicurezza dei vigili urbani. Due mesi fa il consigliere comunale di An Galeazzo Bignami aveva sollevato in Consiglio il tema del degrado dei Giardini Margherita: «Mi era stata segnalata la presenza di sbandati e brutta gente. Il fatto è che la gestione del parco è spezzettata e finisce che nessuno sa cosa succede. Per esempio, il regolamento dice che alle 24 chiude, ma io i cancelli li ho sempre visti aperti». «Il parco è sicuro, come è sicura la città» ha però voluto sottolineare ieri il questore Francesco Cirillo.