«Violentata in casa da quattro sudamericani»

Uno stupro in piena regola, un abuso di gruppo. Un reato i cui quattro responsabili - tutti originari dell’Equador, tutti regolari e tra i 20 e i 30 anni - sono già stati fermati e assicurati alla giustizia dai carabinieri del Radiomobile che, con grande tempismo e professionalità, li hanno catturati quasi subito dopo il fattaccio. Vittima della violenza una romena 22enne. Cameriera in un ristorante e con frequentazioni non esattamente da educanda, l’altra notte la ragazza è scesa in strada, in viale Monza (all’altezza di via Pasteur) con indosso solo gli slip. Era piena di lividi. Disperata, non la smetteva più di piangere, biascicava a fatica parole sconnesse, il braccio destro usato per coprirsi il seno. «Credevamo fosse in preda a qualche sostanza stupefacente, che fosse piena di droga, sa, capita da queste parti - raccontano i vicini il giorno dopo -. Poi, quando abbiamo capito che le cose stavano diversamente, abbiamo fatto il possibile per darle una mano, ma era inconsolabile, sembrava uscita da un incubo terribile...».
Così qualcuno l’ha soccorsa e ha avvertito il 112. I carabinieri giunti sul posto hanno chiamato un’ambulanza e hanno fatta portare la poveretta alla clinica Mangiagalli dove lei è stata consegnata nelle mani del personale dell’Svs (Servizio violenze sessuali) che ha accertato l’abuso subito.
«Dopo il lavoro ho invitato a casa un ragazzo sudamericano, originario dell’Ecuador, con cui avevo un flirt da qualche giorno - ha raccontato la ragazza ai carabinieri del Radiomobile non appena si è ripresa dal trauma subito -. Dovevo preparargli una cenetta, ma non eravamo soli, c’erano anche altri tre suoi amici, suoi connazionali che avevamo incontrato in centro. Quando siamo arrivati nel mio appartamento abbiamo tutti bevuto un po’, ma l’atmosfera sembrava tranquilla, rilassata, forse c’erano un paio di ragazzi un po’ più su di giri, ma veramente non pensavo potesse accadermi qualcosa di brutto».
«Poi io e il mio amico ci siamo appartati un attimo per baciarci e abbracciarci - prosegue la testimonianza della ragazza -. Ed è stato allora che gli altri tre suoi amici ci hanno raggiunto. Erano alticci, hanno cominciato a fare gli stupidi, tentavano di abbracciarmi, volevano baciarmi anche loro. All’inizio credevo stessero scherzando, il mio nuovo amico stava al gioco, ma ben presto ho capito che era tutt’altro che un gioco. Ho tentato di divincolarmi, ma hanno cominciato a percuotermi. Quindi mi sono stati addosso tutti e quattro. E, dopo avermi bloccata, mi hanno stuprata, più volte».
«Quando se ne sono andati ero sconvolta e schifata... - ha concluso la giovane romena -. Così mi sono precipitata in strada: quei bastardi dovevano pagarla..».
I militari del Radiomobile hanno rintracciato e fermato il suo amico. E, a metà di ieri mattina, dopo un impegnativo lavoro di ricerche, avevano già bloccato anche gli altri suoi tre connazionali. Ora toccherà al pm Ferdinando Esposito convalidare il fermo.