Violentata con la pistola alla tempia

Pochi indizi e confusi. Non hanno molto in mano i carabinieri per individuare i quattro stranieri che l’altra notte hanno sequestrato un uomo e una donna di 31 anni, trascinati in aperta campagna, tenuto lui sotto la minaccia di una pistola e violentato lei per due ore. Una torcia elettrica puntata sugli occhi ha impedito ai due di vederli bene. Stranieri, è sicuro. Ma già sulla nazionalità hanno dato indicazioni discordanti.
L’agguato è scattato martedì sera alle 23 a Segrate, nel parcheggio all’incrocio tra la Cassanese e via Rodolfo Morandi. I due si sono incontrati per caso: lei, separata, fa la barista in un locale di Segrate e sta rientrando in auto a Pioltello dove abita. Lui invece risiede in zona. Si fermano pochi minuti a chiacchierare e vengono sorpresi dai quattro, sui 25/30 anni, costretti a salire in auto, con uno dei balordi seduto dietro, che, pistola alla testa, li obbliga a imboccare la Cassanese. Gli altri tre, su un’utilitaria li seguono, fino a uno sterrato, via Cascina Saresina, nel territorio comunale Pioltello. Qui lui viene tenuto sui sedili posteriori, testa bassa, pistola alla nuca. Lei trascinata fuori, minacciata con la pistola e violentata dai quattro. I balordi buttano le chiavi nei campi, per prendere tempo, poi scappano. Le vittime recuperano le chiavi, si precipitano dai carabinieri di Segrate e fanno scattare le indagini.
«Erano dell’Est - racconta lui - anche se hanno parlato pochissimo, si sono limitati a ripetere più volte di stare calmi, di subire ciò che volevano fare, che non ci avrebbero fatto del male». Il racconto della donna si discosta solo per un particolare riguardante l’etnia: «Due erano dell’Europa orientale, gli altri del Maghreb. Anche se non li ho visti bene per colpa della luce sugli occhi, due mi sembravano molto scuri di pelle». Nella testa degli investigatori è suonato subito un campanello: l’unica etnia che può essere scambiata sia per europea che per nordafricana è quella rom che vive nei Balcani. «No, non erano zingari, erano proprio neri» ha replicato lei sicura. Nulla è quindi ancora certo.
Ma dobbiamo tenere presente che la donna ha vissuto due ore terribili, è scossa, spaventata, i ricordi possono essere stati distorti dal terribile stress patito. E che continua a patire.
Le indagini intanto proseguono: se gli aggressori fossero stati davvero Rom, molte cose andrebbero a combinarsi alla perfezione. Si spiegherebbe la confusione tra origine balcanica e nordafricana. Ma anche il fatto che i due sono stati prelevati a Segrate ma portati a Pioltello: nel primo comune non ci sono campi nomadi, nel secondo sì. I quattro sembravano conoscere bene la zona: non si imbocca uno sterrato, dopo averne saltati altri, se non si è sicuri che finirà in aperta campagna e non in casa di qualcuno che può dare l’allarme. Ma, per il momento, siamo solo nel campo delle ipotesi. E gli investigatori sottolineano che, al momento, le indagini sono a 360 gradi.