«Violentatori noi?» I due tunisini negano

Versioni da mettere a confronto. Quella fornita al pubblico ministero Giuseppina Barbara dai due tunisini arrestati per lo stupro delle turiste francesi, violentate giovedì sera in un casolare di Sale (in provincia di Alessandria), resta la stessa. «Erano consenzienti» ripetono i due clandestini, che si dicono «stupiti per la denuncia». Quella delle due vittime, che riferiscono di coltelli e bastoni - ritrovati sul luogo del crimine - con cui gli indagati le avrebbero costrette a subire la violenza.
Oggi, il pm chiederà al giudice per le indagini preliminari Luisa Savoia la convalida del fermo e la misura cautelare in carcere di Sadok S., 24 anni, e Karim S., 26, con le accuse di violenza sessuale e sequestro di persona. La richiesta verrà accompagnata da una dichiarazione di incompetenza territoriale. Gli atti dell’indagine, dopo gli interrogatori di garanzia dei due tunisini, verranno trasmessi alla procura di Tortona.
Angelo Angeli, 53 anni, ex estremista di destra indicato come uno dei responsabili della violenza subita nel ’73 dall’attrice Franca Rame (moglie del premio Nobel Dario Fo), è invece indagato per favoreggiamento personale e dell’immigrazione clandestina. Angeli, ora imprenditore edile, datore di lavoro dei due tunisini e proprietario della cascina di Sale, avrebbe infatti suggerito loro la fuga. Il pregiudicato, che ora rischia di vedersi revocato il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali e di tornare in carcere, era stato chiamato in causa da altri due ex esponenti dell’eversione nera, Angelo Izzo e Biagio Pitarresi, per la violenza sessuale ai danni della Rame. Secondo le dichiarazioni di Pitarresi, contenute in un’ordinanza di rinvio a giudizio scritta nel 1998 dal gup Guido Salvini, era stato «Angeli ad agire materialmente con altri camerati» in occasione dello stupro dell’attrice. Nell’ordinanza il giudice definisce Angeli come il «principale responsabile» di quell’aggressione, aggiungendo «che l’azione intimidatoria era stata ispirata da alcuni carabinieri della Divisione Pastrengo, comando dell’Arma con il quale Angeli era da tempo in contatto in funzione sia informativa sia di supporto in attività di provocazione contro gli ambienti di sinistra».