Violentava bimbo di 5 anni: la madre fa arrestare pedofilo

da Messina

Ad accorgersene sono stati i genitori. Un papà e una mamma che, inorriditi, hanno notato sul corpo del loro piccolo segni decisamente anomali. Segni terribili, che hanno fatto nascere subito il sospetto che il bimbo, cinque anni appena, potesse avere subito attenzioni di carattere sessuale. Un sospetto avvalorato dal comportamento del bimbo, dalle sue risposte, e anche dai controlli dei medici, che hanno confermato che sì, quel bambino era stato davvero vittima di violenza sessuale. Quindi, immediata, la denuncia. Denuncia che, ieri, è approdata all'arresto di un uomo di 25 anni.
Arriva dalla provincia di Messina questa storia di infanzia violata. Una storia che, per la sua mostruosità, è chiaramente priva di luoghi e nomi, anche quello del presunto mostro arrestato, per tutelare al massimo la vittima. I carabinieri, che dopo la denuncia dei genitori del piccino si sono attivati immediatamente sino a individuare il presunto autore delle terribili violenze, tengono le bocche cucite. Sono ancora in corso accertamenti, temono che il fatto che la notizia sia diventata di dominio pubblico possa danneggiare l'inchiesta. Di qui il riserbo, comprensibile. Quello che è certo è che questa terribile storia è maturata nella zona di Rometta, comune tirrenico a 30 chilometri da Messina dove tutti si conoscono e dove vive l’uomo arrestato.
Il caso, comprensibilmente, ha suscitato grande orrore. Sulla vicenda è intervenuto il ministro per le Riforme Roberto Calderoli: «Se la notizia fosse confermata allora, chiunque sia stato, ritengo che, nei confronti di una persona che viene riconosciuta colpevole di aver commesso un delitto del genere, sia necessario il ricorso all'andro-sospensione. Episodi gravi come questo dovrebbero far riflettere chi, sino ad oggi, ha frenato su questa strada già seguita invece in numerosi stati occidentali». Sulla patologicità del comportamento di chi si accanisce così su bambini inermi accende i riflettori il criminologo Francesco Bruno, commentando questo caso e l'uccisione ad Enna di Francesco Ferreri: «Chi arriva per impulsi patologici a tanta disumanità va curato dallo psichiatra, non serve a nulla metterlo in carcere per anni. Ma purtroppo la psichiatria non c'è più».