Violentava e picchiava i figli con i bastoni

Botte ai figli con bastoni, sevizie con coltelli e ripetuti atti di violenza sessuale. Maurizio Casini, 37 anni, ieri è stato condannato a tredici anni di prigione con rito abbreviato dal gup Marina Finiti su richiesta del pm Maria Monteleone. L’accusa è di violenza sessuale e maltrattamenti su minori. L’uomo, secondo il pm, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso avrebbe abusato delle condizioni di inferiorità fisica e psichica, costringendo i suoi tre figli, oggi di sei, sette e nove anni (due femmine e un maschio), a subire atti sessuali. Come se non bastasse, avrebbe costretto anche le due figlie femmine e quella, oggi quattordicenne, della convivente a guardarlo mentre si spogliava e si toccava ripetutamente. Tutto sarebbe avvenuto sotto gli occhi della moglie, madre di tutti i bambini, anche lei indagata in un procedimento connesso ma ancora non concluso.
Casini avrebbe anche sottoposto i quattro bambini «ad atti di inaudita violenza fisica e psicologica dando prova di totale disinteresse e trascuratezza». A questo si aggiungono le violenze fisiche. In un episodio l’uomo avrebbe perfino lanciato un accendino contro una minore che stava dormendo per svegliarla, causandole lesioni alla nuca. Ad un’altra, invece, provocò ustioni ai glutei ed ecchimosi al volto. Per l’accusa Casini picchiava «brutalmente e frequentemente» i quattro figli «senza alcuna ragione, servendosi anche di coltelli e bastoni, ed in presenza della stessa moglie, la quale non faceva nulla per proteggerli». Tra gli episodi più brutti le botte ad un figlio, che all’epoca aveva solo pochi mesi, «soprattutto in testa facendogli uscire il sangue dal naso e cagionandogli lesioni personali gravi consistite in un igroma subdurale bilaterale». Nel luglio del 2001 per questi maltrattamenti è stato in pericolo di vita, ed è stato operato d’urgenza, riportando postumi permanenti consistiti in danno neurologico e psichico, con alterazioni della sfera conoscitiva, affettiva, istintiva e volitiva.
Inoltre i piccoli spesso venivano abbandonati dal padre, che li avrebbe trascurati anche sotto il profilo dell’alimentazione, dell’assistenza, dal punto di vista igienico, scolastico e sanitario. Due figlie le lasciò chiuse per ore in macchina, mentre nel luglio 2000 la polizia dovette intervenire, insieme ai vigili del fuoco, per liberare le bimbe trovate sole chiuse a chiave in casa. Tutti fatti che, secondo l’accusa, sarebbero avvenuti fino al febbraio 2006 e per i quali l’uomo è in carcere.
Sempre ieri il gup Maurizio Silvestri ha condannato con rito abbreviato due rom, Golubovic Miroslav a 14 anni e due mesi di reclusione, e la moglie Fiorella Calderas e otto anni e cinque mesi. Ai due imputati, a seconda delle singole posizioni processuali, sono stati contestati i reati di maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e violenza sessuale. Per il pm Monteleone, avrebbero maltrattato i cinque figli di Fiorella (oggi di 11, 12, 14, 16 e 19 anni) sottoponendoli a prevaricazioni, violenza psicologica e fisica. I bambini, infatti, sarebbero stati picchiati con bastoni, corde e un tubo del gas, usato come frusta, per spingerli a chiedere l’elemosina. Non solo, i due, secondo l’accusa, avrebbero costretto anche i ragazzi a prostituirsi per poi prendersi il guadagno con la minaccia di violenze fisiche se si fossero ribellati. Il patrigno avrebbe costretto anche due figliastri a subire atti sessuali. Il tutto, alla presenza della donna, che non faceva nulla per impedire al marito di violentare i due figli.