Violenti e determinati i quattro fermati hanno tra i 18 e i 29 anni. Tutti di Ponte Lambro, uno di loro è figlio di un malvivente Rapine in farmacia: presa gang di giovani

Scontenti del bottino una volta hanno rotto la mandibola al farmacista

Facce da giovani imberbi, pedigree da criminali vissuti. Sono così Marco Corcione, 18 anni e il suo complice Massimo Bianco, 21 anni, catturati nei giorni scorsi, insieme al 24enne Gianfranco Di Lalla, dagli investigatori della sezione antirapine della squadra mobile in un’azione coordinata con i colleghi del commissariato Greco-Turro. Tre rapinatori di farmacie, tutti pregiudicati, con fama da duri e modi brutali, come li ha voluti definire la polizia che - colpito con il mandato di custodia cautelare in carcere anche il quarto componente del gruppetto, il 29enne Giorgio Leccese - non esita a parlare di questi ragazzotti di periferia come di personaggi di spicco della malavita del quartiere Ponte Lambro. Per adesso, infatti, i colpi in farmacia attribuiti con assoluta certezza ai quattro - che mettevano a segno le rapine a bordo di Y10 rubate tra via Mecenate e San Donato - sono quattro, tutte messe a segno tra l’aprile e il settembre dell’anno scorso. Tuttavia i poliziotti sono certi che, tempo qualche settimana e conclusi tutti gli accertamenti, saranno in grado di dimostrare la loro responsabilità almeno in altrettanti assalti.
«Marco Corcione è figlio d’arte - spiega il dirigente della squadra mobile Vittorio Rizzi -. Suo padre è Angelo, specializzato pure lui in rapine in farmacia. Leccese si trova già in carcere proprio per un colpo messo a segno a gennaio con lui, in una farmacia di Carnate (Varese)».
Venivano sempre a mano armata, con la pistola o il taglierino e se il colpo dava risultati modesti (il massimo è stato quantificato in 1.600 euro, ndr) i rapinatori strapazzavano i clienti della farmacia fino a quando non riuscivano a farsi consegnare altro denaro da loro. Ma la loro intraprendenza non si fermava qui. In un caso, di fronte all’esiguo malloppo di 600 euro, i balordi se la sono presa con il farmacista, rompendogli la mandibola con il calcio della pistola.
A tradire la banda è stato un telefonino cellulare ritrovato su un'auto precipitosamente abbandonata dopo l'ennesimo colpo e intestato alla convivente di Marco Corcione. Con lei il giovane divideva un appartamentino, occupato abusivamente, in via Ucelli di Nemi dov’è stato trovato e arrestato dagli investigatori; anche i suoi complici occupavano abusivamente monolocali nella zona di Ponte Lambro.
Nel mirino dei quattro ci sono state farmacie di diverse zone della città: da via Padova a via Toscolano, da viale Corsica a via Forlanini. Le rapine venivano messe a segno, di norma, da due del gruppo, armati di pistola o taglierino, come dimostrano le immagini registrate dalle telecamere.