Violenti, sinistra divisa fra dialogo e linea dura

La giunta Pisapia naviga a vista. I timonieri sono tanti. Troppi. E le rotte sono le più diverse. Come succede ora di fronte alla guerriglia. Cassonetti ribaltati, motorini sfasciati, vetrine spaccate. Sedie dei bar lanciate tra la gente, bottiglie di birra contro i poliziotti, botte (un ispettore della Digos ferito da un anarchico che voleva spaccargli la testa con un vetro e non c’è riuscito solo per la prontezza del poliziotto). Sei carabinieri contusi, quattro arrestati e denunce. Processo per direttissima, scarcerazione in attesa di giudizio. Un venerdì notte di straordinaria follia. E menomale che pioveva. Che era il 5 di agosto e che il grosso del popolo della notte era rimasto a casa o già in vacanza altrove. Un bel battesimo per la strategia del dialogo scelta da Pisapia prima di partire per la vacanza nelle campagne inglesi. E così a prendersi pioggia e insulti («sbirri», «infami»), venerdì è toccato ai suoi assessori Marco Granelli e Lucia De Cesaris. Che dal ring sono scesi piuttosto confusi. Come confusa è tutta la squadra. «L’importante è che l’obiettivo sia il dialogo», assicura Mirko Mazzali (Sel), avvocato spesso difensore dei centri sociali e ora scelto per la presidenza della commissione Sicurezza. «Con i violenti non si tratta», ha già fatto invece marcia indietro Marco Granelli (Pd), area bindiana e assessore alla Sicurezza partito per le Colonne con le migliori intenzioni. «Via la cancellata anti-movida. Apriamo il Parco delle Basiliche», rilancia invece dal Corriere Pierfrancesco Maran (Pd) assessore all’Ambiente convinto (probabilmente a torto) che lo «spalmare» il problema potrebbe risolverlo. «In realtà alle Colonne c’era la pioggia e cittadini e giovani assolutamente civili, quanto successo verso la Darsena è un mistero anche per noi che ieri sera eravamo là» racconta su Facebook una più che perplessa Lucia De Cesaris, assessore all’Urbanistica.
E dunque? La confusione è grande a Palazzo Marino. Con Mazzali che su Repubblica assicura che «i centri sociali sono frequentati da persone, come i comitati dei residenti o come ogni altra realtà collettiva, e con le persone si parla». Sarà. Sicuro Mazzali che i comitati dei residenti siano composti da gente processata per «resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento»? E quando vede un vigile urlino all’«aggressione sbirresca» e li accolgano come i «cagnolini di Pisapia»? Che magari non amino il nuovo sindaco. Ma che, dovessero incontrarlo, lo accoglieranno col nuovo coretto musicato da quei bravi ragazzi? «Pisapia pezzo di merda». Perché guardie e ladri non sono la stessa cosa. E nemmeno è la stessa cosa far l’avvocato o il presidente della commissione Sicurezza.
Giannino della Frattina