«La violenza dilaga nelle strade»

Il bullismo nella capitale è diventato un fenomeno diffuso. Le botte di venerdì notte lo testimoniano. Allo Star Gate, una sala giochi di via Nomentana, una banda di teppisti con i volti nascosti armata di spranghe e catene ha pestato cinque giovani. All’Alibi, un locale di Testaccio, dei ragazzi, in tutto una ventina, sono venuti alle mani e uno di loro ha rimediato una pugnalata al torace. Infine in un pub in zona Campo de’ Fiori due gruppi di stranieri si sono azzuffati spedendo per giunta un paio di poliziotti al pronto soccorso. Scene di ordinaria follia. Oppure, più semplicemente, scene ordinarie?
Gli episodi di ferocia urbana dilagano e ormai alla prima provocazione spesso e volentieri saltano fuori i coltelli. «A giudicare dalle cronache romane dei maggiori quotidiani nazionali aveva ragione Silvio Berlusconi a dire che questa è una città violenta - è sbottato il coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Giro -. E pensare che il sindaco gli aveva risposto accusandolo di non amare la capitale. Il minimo ora è che si scusi con l’ex premier». A non avere scusanti invece, secondo l’esponente azzurro, è la Roma di stampo Veltroniano, preda «dello spaccio e dei vandali», dove «neanche nelle ore serali si può più girare tranquilli». Criminali patentati a parte, basta una spinta involontaria o un’avance alla ragazza sbagliata perché qualcuno veda rosso. È questa la moderna febbre del sabato sera. Altro che disco music. Scosso dal clima d’insicurezza Giro chiede al sindaco una parola di chiarezza. «Per ora però non ha avuto nemmeno il buon gusto di rivolgere un saluto agli agenti aggrediti. Mentre il tempo per telefonare al vincitore del festival di Sanremo lo ha trovato eccome». A fargli eco è intervenuto il capogruppo comunale di Fi Michele Baldi: «Dove sono gli esponenti di governo? Dov’è Veltroni? E i politici radicalchic? Eppure sono sempre in prima fila quando si parla di violenza allo stadio. Dal canto mio è da tempo che mi sto sgolando nel tentativo di far capire a chi fa finta di non intendere che è presente un malessere di fondo, sopratutto giovanile. Ma è un problema che nessuno pare abbia voglia di affrontare».
Quali soluzioni adottare per arginare questa ondata di teppismo è difficile stabilirlo. «Inutile invocare l’ennesimo intervento del prefetto Serra - ha sostenuto Baldi -, la foglia di fico dietro la quale molti nascondono la propria incapacità. Disponiamo piuttosto dei presidi fissi. Affidiamoci alle telecamere. Questa sì che sarebbe una strada percorribile. Ma non basta. Con questo andazzo corriamo il rischio un giorno di dover mettere i tornelli per accedere a Campo de’ Fiori, di stipendiare gli steward per vigilare le sale giochi o di ricorrere ai biglietti nominativi anche nei pub e nelle discoteche». Le solite misure, sembrerebbe voler dire il capogruppo di Fi, non sono più sufficienti. Al punto in cui siamo servirebbe anzi un intervento in profondità. «Invito l’amministrazione alla politica della concretezza - ha insistito -. I giovani rappresentano il domani, ghettizzarli e criminalizzarli senza fare lo sforzo di capire cosa gli passa per la mente equivale a rinunciare al nostro futuro». E ha concluso sottolineando che episodi come quelli di venerdì si registrano ogni giorno: «Non si scandalizzino gli ipocriti e i falsi moralisti. Lo spaccio e il consumo di droga, per esempio, lo si può incrociare a ogni angolo di strada».