Violenza a Manfredonia, giornalista aggredito dagli ultras

Sta meglio il cronista sportivo aggredito ieri da tifosi del Manfredonia al termine derby con il Foggia. "Non mi faccio intimidire, voglio continuare a lavorare". Uno striscione a fine gara poi le botte per la cronaca del gol del Foggia nella partita di andata 

Manfredonia - "Non mi faccio intimidire, non vedo l'ora di ricominciare a lavorare. Domenica tornerò a fare la telecronaca per Foggia-Salernitana". Fiducia e voglia di ricominciare nelle parole di Antonio Di Donna, il giornalista di Teleradioerre aggredito ieri con pugni e calci in testa al termine del derby pugliese di C1 B, Manfredonia-Foggia. "Aspetto ulteriori accertamenti - prosegue -, ma mi sento molto meglio: la Tac a cui mi sono sottoposto ha dato esito negativo". Poi il commento amaro: "Sui giornali si è dato pochissimo spazio alla mia aggressione: si vede che l'onda emotiva nata per la morte di Filippo Raciti si è già esaurita".

Il motivo E' lo stesso Di Donna a fornire, raccontando della sua aggressione, un elemento che dà probabilmente il movente del suo pestaggio: "Alla fine della gara - dice - è comparso uno striscione sugli spalti sul quale era scritto 'A. Di Donna esulta adesso'». I teppisti pare infatti non abbiano gradito la telecronaca fatta da Di Donna in occasione della gara di andata, lo scorso 9 novembre a Foggia. La partita finì con il gol di Princivalli al 92', gol che segnò il 2-1 per il Foggia. Di Donna è la voce delle telecronache delle partite del Foggia per l'emittente televisiva Teleradioerre, titolare dei diritti televisivi delle partite del Foggia ma anche del Manfredonia. Per la squadra sipontina cura le telecronache un altro giornalista, Vincenzo Di Staso.

L'aggressione Raccontando l'aggressione, Di Donna dice che è avvenuta a meno di 10 minuti dal fischio finale. "Avevo appena lasciato la tribuna stampa - racconta - e mi stavo recando in sala stampa, passando per le scale che collegano i due spazi del Miramare, quando alcune persone che avevano assistito alla partita e stavano uscendo dallo stadio hanno cominciato a offendermi. Mi hanno detto che devo fare attenzione quando parlo del Manfredonia e poi mi hanno rivolto parole offensive. Non ho risposto alle provocazioni, e tuttavia ho preso uno schiaffo. Ho cercato di allontanarmi per raggiungere gli spogliatoi per le interviste del dopo-partita, ma sono stato bloccato. Qualcuno - racconta ancora il giovane cronista - mi ha tirato per il cappuccio del giubbotto che indossavo e malgrado cercassi di divincolarmi sono caduto a terra. A quel punto qualcuno mi ha sferrato un calcio in fronte. È stato uno degli spettatori che usciva dallo stadio in quel momento che mi ha prestato i primi soccorsi".