Violenza, Napolitano "preoccupato"

Il presidente della Repubblica in visita a Doha: "Sono molto preoccupato per gli incidenti, le immagini sono state diffuse dalle tv di tutto il mondo". Bertinotti: "Non esagerare con l'uso delle armi". Mastella: "Fare piena luce su quanto accaduto senza reticenze"

Roma - "Sono anche io molto preoccupato degli incidenti di ieri". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal Qatar dove si trova da ieri sera in visita di Stato. "Sono stato informato dal ministro dell’Interno. Le immagini degli incidenti - ha aggiunto - sono state diffuse dalle tv di tutto il mondo". Il presidente della Repubblica ha parlato con i giornalisti degli incidenti di ieri sera dopo il colloquio con l’emiro del Qatar e la visita alla Qatar foundation. Siamo all’estero, ma la notizia preponderante in Italia, gli hanno fatto osservare, è sempre quella del tifoso rimasto ucciso. Napolitano ha risposto: "Io rappresento il Paese in ogni momento, anche quando sono all’estero per lo svolgimento di relazioni internazionali".

"Quella vista in tv non è la vera Italia" Il capo dello Stato è preoccupato per l'immagine negativa che il nostro Paese ha dato a tutto il mondo. "È importante che non si confonda il Paese con quelle immagini, con quegli episodi di violenza", ha detto il presidente della Repubblica al termine dell’incontro con la comunità italiana che vive in Qatar. "È bene che non si confonda qualcosa di molto negativo con l’Italia". 

Bertinotti: "Non eccedere nell'uso delle armi" "Non c’è nessuna intenzione di criminalizzare nessuno, anzi c’è condivisione dell’errore umano. Tuttavia io penso che l’uso delle armi da fuoco debba essere diversamente sorvegliato. Continuo a considerare incomprensibile l’uso delle armi da fuoco in quella situazione. Le armi da fuoco non vanno usate se non in circostanze estreme". Lo dice a Gr Parlamento il presidente della Camera Fausto Bertinotti riferendosi alla morte del tifoso laziale. "Le armi da fuoco - ribadisce Bertinotti - non devono essere usate se non in circostanze estreme. Non è ammissibile che avvenga un fatto come questo, pur con tutta la partecipazione umana alla vicenda del poliziotto".

 

Poliziotti come rumeni L’episodio dell’uccisione del tifoso della Lazio secondo Bertinotti "è simile a quello del rumeno. Ieri si gridava in modo indiscriminato 'assassini' a tutti i poliziotti, quasi che tutti loro fossero responsabili della morte di Sandri, così nel caso nel rumeno assassino sono stati criminalizzati tutti i rumeni, quelli che fanno l’operaio edile o la badante, come se la cancellazione dei rumeni fosse la cancellazione della violenza". Secondo il presidente della Camera "la violenza negli stadi è la spia di una condizione più generale. Esprime in quel mondo - dice - un’attitudine alla violenza che è più diffusa di quello che appare. È una violenza contro, come una furia distruttiva".

Mastella: "Verità, niente reticenze" Accertare al più presto la verità, sia sulla morte del tifoso che sugli episodi di guerriglia urbana dei quali si sono resi protagonisti "delinquenti" che devono essere "puniti in modo esemplare". Lo afferma il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, in una nota diffusa dall’ufficio stampa di via Arenula. "È assolutamente necessario - sottolinea - che sia fatta piena chiarezza sull’uccisione del giovane Gabriele Sandri nel più breve tempo possibile e senza reticenze. Allo stesso tempo - continua il Guardasigilli - chiedo che la giustizia faccia il suo corso nell’accertamento delle responsabilità per tutti coloro che, prendendo a pretesto il tragico avvenimento di Arezzo, si sono abbandonati ad una vera e propria guerriglia urbana a Roma e in altre città".