«La violenza sessuale va punita come un omicidio psicologico»

La Lega non molla: oggi presenta un progetto di legge per cambiare la configurazione del reato. Calderoli: «Punizioni più severe». Fassino: «Alla barbarie non si risponde con la barbarie»

da Milano

«È inaccettabile che il reato di violenza sessuale sia configurato nel nostro ordinamento come reato contro la libertà personale. Lo stupro è la morte psicologica dell'individuo e come tale deve essere sanzionato»: lo affermano i deputati della Lega che oggi, alla Camera, illustreranno una proposta di legge in questo senso. A presentarla saranno il capogruppo, Andrea Gibelli, la responsabile Giustizia, Carolina Lussana, e il responsabile Sanità, Cesare Ercole.
La posizione del Carroccio sulla violenza sessuale è stata espressa più volte dal ministro per le Riforme, Roberto Calderoli che ha ipotizzato la castrazione chimica contro coloro che si macchiano del reato di stupro. Ieri il ministro è tornato sull’argomento parlando della senzenza che ha condannato a nove anni di carcere un marocchino che aveva stuprato una ragazza di 19 anni: «La sentenza è una conferma di quanto stiamo dicendo in questi giorni, ovvero che la normativa vigente è inadeguata a dare le risposte, in termini di prevenzione, sicurezza e repressione, che i cittadini ci chiedono. Il colpevole di questo stupro avvenuto a Torino - osserva il ministro leghista -, condannato a soli 9 anni, sarà fuori, grazie ai benefici previsti dalla legge, nel giro di pochi anni, pronto a colpire nuovamente. È evidente che una condanna così lieve, per un reato così grave, conferma, purtroppo, la necessità di ricorrere a nuove misure, come la castrazione terapeutica, che possano dare risposte adeguate».
L’opposizione contesta le ipotesi di Calderoli. Per Piero Fassino, segretario dei democratici di sinistra, «alla barbarie di uno stupro non si risponde con la barbarie di una castrazione chimica». Pecoraro Scanio attacca il ministro del Carroccio definendo le sue dichiarazioni «squallide»: «È chiaro che la Cdl ha fallito pesantemente nel campo delle politiche per la sicurezza».
Intanto da Milano, l’organizzazione dei City Angels fa sapere che, dopo i recenti episodi, sempre più donne si rivolgono ai volontari per essere accompagnate e scortate. «Sempre più donne ci chiamano per essere scortate - dice il fondatore e presidente dei City Angels Mario Furlan -. Dopo le notizie di questi giorni si sta creando una vera psicosi, come se ad ogni angolo di strada si rischiasse di essere sequestrati o violentati». Il problema, secondo Furlan, «esiste e non è da sottovalutare, ma creare allarmismi o psicosi non è mai positivo».
«Questo allarmismo accresce le tensioni tra italiani ed extracomunitari - ha continuato il presidente dei City Angels -. Il rischio è che ad andarci di mezzo siano quegli immigrati che con episodi di delinquenza non hanno nulla a che vedere».
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