Violenze in comunità Condannati educatore e anziano monsignore

Il sacerdote non avrebbe impedito gli abusi

Sono stati condannati a quattro anni e a quattro anni e otto mesi di reclusione, in giudizio abbreviato davanti al gup Enrico Manzi, monsignor Renzo Cavallini, 74 anni, e Massimiliano Azzolini, 44, responsabile della comunità di accoglienza Casa del giovane la Madonnina, e il direttore di uno dei centri, con le accuse, per il primo di omesso controllo e per l’altro di violenza sessuale e violenza privata ai danni di due giovani extracomunitari ospiti del centro.
Per loro il pm Isidoro Palma aveva chiesto una pena di due anni e sei mesi, quasi raddoppiata dal gup. Ai due, da tempo allontanati dalla comunità, erano stati contestati tre episodi di abuso avvenuti nel centro diretto da Azzolini. Per un fatto, lo stesso pm aveva chiesto, ottenendola, l'assoluzione, ma negli altri due casi il giudice ha riconosciuto pienamente responsabili i due imputati. Azzolini è stato condannato in particolare per avere in un caso compiuto violenze sessuali ripetute su un maggiorenne albanese, in un secondo caso per avere costretto a una doccia, nudo sotto il suo sguardo e nel pieno della notte, un minorenne marocchino, minacciato con un cane da guardia, secondo quanto raccontato dalla stessa vittima.
Il sacerdote è stato invece riconosciuto colpevole per non aver mai tentato di impedire gli abusi di cui era stato avvertito con diverse segnalazioni da parte di operanti del centro.
Nel corso delle indagini svolte dalla squadra mobile di Milano, in un cassetto di un comodino nella stanza del sacerdote venne trovato un plico contenete immagini pornografiche di uomini e donne, scaricate da internet. Il religioso, interrogato dai magistrati, ha sempre respinto ogni accusa, anche se riguardo alle immagini rinvenute nella sua stanza, ha dato una versione che non ha convinto gli inquirenti.