«Violenze, un piano d’azione straordinario»

Tra gli obiettivi: numeri verdi collegati agli enti, un osservatorio nazionale e campagne di educazione

Gianandrea Zagato

Milano sarà il laboratorio di quel piano d’azione contro le violenze sulle donne. L’annuncio è di Barbara Pollastrini che offre il suo ministero, quello delle Pari opportunità, come «salda sponda» alle amministrazioni locali «per un lavoro comune, fondamentale per fermare questa barbarie». Emergenza «seria» la definisce il ministro, che prefigura «un’azione di prevenzione costante e diffusa sul territorio in stretta collaborazione con gli enti locali e con le forze dell’ordine».
Premesse di un incontro avvenuto ieri in Prefettura: appuntamento a Palazzo Diotti con il prefetto Gian Valerio Lombardi e rappresentanti dell’associazionismo (la Casa delle donne maltrattate, il Soccorso violenze sessuali della Mangiagalli, il servizio disagio donna della Caritas, il progetto «La rete della rete» e il movimento Usciamo dal silenzio). Occasione d’ascolto che alla luce dei recenti avvenimenti dà un quadro del fenomeno violenza e di come ci sia stato un cambiamento anche significativo negli ultimi anni degli autori: «Crimine sulle donne e sui bambini che va affrontato con un piano d’azione straordinario, di cui chiederò un finanziamento ad hoc nella prossima finanziaria».
Piano che, continua il ministro, «dia sicurezza e quindi maggiore libertà ai cittadini» e che si concretizza in un osservatorio nazionale antiviolenza, «dedicato al monitoraggio del fenomeno, dalla molestia fino allo stupro e all’omicidio», e alla creazione di «numeri verdi collegati a enti che si operano sul territorio, cui si potranno rivolgere le persone in stato di bisogno e che hanno ragione di temere di subire violenza». E, ancora, il piano «promuove campagne di educazione al rispetto civico delle donne, perché una società dove le donne sono considerate è una società in cui tutti vivono meglio» e un «potenziamento delle case d’accoglienza, punti di riferimento capaci di dare ascolto alle donne vittime delle tratte che vogliono uscire dalla schiavitù». Il tutto, rimarca il ministro, «con l’inasprimento delle pene per atti di violenza contro le donne e l’eliminazione della possibilità di concedere le attenuanti generiche».
Pacchetto di strategie a medio periodo che, oggi, il ministro Pollastrini affronta con il capo della polizia, Gianni De Gennaro e che definisce «realizzabile a Milano grazie» all’intesa che c’è con il sindaco Letizia Moratti, già promotrice di iniziative anticrimine: «È il sindaco della mia città, ritengo di dover collaborare con lei perché credo che tutti quello che si può fare per Milano sia importante per tutti».
Virgolettato che si accompagna con la negazione convinta del «bipolarismo muscolare, soprattutto quando c’è di mezzo l’interesse delle persone» e che, quindi, «laddove ci sia possibilità d’intesa, ci si debba intendere».