Violenze ripetute a una bimba somala di appena due anni

Emilio Orlando

Un’incredibile storia di violenza e orrore si è consumata ai danni di una bimba di appena due anni all’interno di un edificio occupato da extracomunitari in via Collatina, del quale la cronaca de Il Giornale si è occupata poco più di un mese fa.
L’edificio teatro della bestiale violenza, un vero e proprio inferno, regno di ogni illegalità, si trova al civico 365 di via Collatina. Lo stabile - sul quale da tempo si è concentrata l’attenzione degli uomini delle forze dell’ordine - è occupato da numerosi cittadini somali ed eritrei, quasi tutti clandestini.
L’incredibile episodio, che ha avuto come vittima indifesa una bimba di nazionalità somala nata nel 2003, è stato accertato martedì scorso dai sanitari dell’ospedale romano Sandro Sertini, dove la piccola, che chiameremo Chiara, era stata trasportata d’urgenza da un’ambulanza del 118 al pronto soccorso.
La bambina era stata affidata, per alcune ore, dalla madre ventinovenne che doveva assentarsi, ad alcuni connazionali che vivono anche loro all’interno dello stabile occupato di via Collatina.
Martedì sera erano da poco passate le 20 quando la madre di Chiara ha fatto rientro nell’edificio occupato e si è subito accorta che la sua figlioletta stava male. In un primo momento, nonostante le tracce di sangue, la giovane somala non si è preoccupata più di tanto. Forse ha ipotizzato che la piccola - che ancora non si esprime bene - potesse essere caduta mentre giocava e, quindi, essersi fatta male da sola. Ma, con il passare dei minuti, la situazione si è fatta sempre più preoccupante, tanto da indurre la ragazza a chiamare il 118, che ha inviato sul posto un’autoambulanza. La piccola è stata trasportata d’urgenza al «Sandro Pertini».
I medici, che hanno subito prestato assistenza alla bambina, dopo averla visitata, non sembravano credere ai loro occhi. La piccola era stata violentata ripetutamente. Ma da chi? Forse dalle stesse persone a cui era stata affidata dalla madre? Sono interrogativi inquietanti, ai quali gli uomini del commissariato Prenestino diretti da Maurizio Simone stanno cercando di dare una risposta.
Intanto non è stato ancora accertato se siano state più persone ad abusare della piccola: le indagini, rese difficili dall’omertà che regna all’interno dell’edificio di via Collatina, sono ovviamente rivolte nell’ambiente degli stessi somali ed eritrei che, per sfuggire ai controlli sull’immigrazione, si spostano continuamente.
È da tempo, comunque, che si cerca di riportare la legalità nel palazzo di via Collatina dove, da circa un anno, quando cioè fu occupato dal movimento «Action casa», guidato da Nunzio D'Erme, vivono più duecento stranieri quasi tutti senza permesso di soggiorno e di varie nazionalità tra i quali si trovano anche molti cittadini dell’Irak.