Violenze sessuali dieci volte sopra la media

A Milano nel 2006 oltre 2.400 denunce: la maggioranza degli abusi è sulle donne e più della metà dei reati avviene in famiglia

Alla vigilia della Festa della donna il Comune di Milano ha voluto ricordare quelle donne che, domani, non riceveranno mimose o non ne apprezzeranno il profumo, spazzato via dalla violenza, fisica o psicologica, quotidiana .
Pensando a loro, infatti, Palazzo Marino ha dato vita al «Centro di sostegno alle vittime di reato. Un amico in Comune», un servizio aperto a tutta la cittadinanza e attivo con un numero verde gratuito (800-667733) operativo da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18. Un’intuizione rivelatasi corretta, se si conta che su 2.441 utenti seguiti dal centro nel 2006 il 57 per cento è rappresentato da donne. Il 45 per cento dei casi, inoltre, riguarda reati consumati in ambito familiare. Le statistiche del Centro sottolineano come le violenze sessuali siano un reato molto frequente in città, con una media di dieci volte superiore rispetto a quella nazionale. «Le forme di violenza sessuale, familiari e non, sono le più nascoste e temibili e non agevolano l'intervento delle forze dell'ordine e dei servizi di assistenza. Il servizio può rappresentare un alleato per rispondere a un'esigenza vitale per la vittima, quella di non sentirsi sola», ha dichiarato il vicesindaco Riccardo De Corato, che ha inoltre ribadito un impegno assunto mesi fa e da cui, il 15 febbraio scorso, è scaturita una proposta di legge presentata alla Camera: la possibilità per i Comuni di costituirsi parte civile nell'ambito dei processi per violenze avvenute sul loro territorio: «Il Comune è danneggiato da un punto di vista morale, per il danno d'immagine conseguente a questi episodi - ha spiegato De Corato - ma anche materiale, perché questi reati vanificano tutta l'opera di prevenzione e di tutela della cittadinanza».
La violenza sulle donne e quella sessuale in particolare non sono però gli unici ambiti di intervento del centro: l'assistenza psicologica e legale nel 2006, infatti, ha riguardato anche casi di minacce e ingiurie, il 14 per cento, di usura e truffe, il 12 per cento, di problematiche associate all'immigrazione, il 4 per cento, e perfino casi di «vittimizzazione» associata alle istituzioni, il 17 per cento. Non a caso il «Centro di sostegno per le vittime di reato» è nato in collegamento con il preesistente «Centro per la mediazione sociale e penale» che cerca di risolvere le situazioni di contrasto interpersonale che possono sfociare in veri e propri episodi di criminalità. Basti pensare che, anche in questo campo, la maggior parte delle situazioni a rischio si sviluppano in ambito familiare - il 47.5 per cento - o tra il vicinato - il 22.2 per cento. E, per entrambi i casi, la cronaca è purtroppo ricca di episodi che dimostrano come queste tensioni possano sfociare in vere e proprie tragedie.