Violini orientali al Premio Paganini

Cinque violinisti orientali e un russo si disputeranno, domani e domenica al Carlo Felice la finale del 51º Premio Paganini. Ieri sono stati resi noti i nomi dei sei violinisti ammessi alla fase conclusiva. Sono Lee Bo-Kyung (20 anni, Corea del Sud), Choo Hyunjoo (17 anni, Corea del Sud), Malov Sergey (23 anni, Russia), Masato Rika (17 anni, Giappone), Ning Feng (25 anni, Cina), Lee Yura (21 anni, Corea del Sud). Da segnalare l'età alquanto bassa, compresa fra i 17 e i 25 anni, oltre alla supremazione orioentale (e in particolare coreana), il predominio femminile con quattro violiniste. È stata sottolineata la necessità di garantire un maggiore rispetto esecutivo dell'opera paganiniana, attraverso l'indicazione ai concorrenti di edizioni filologicamente corrette. Ed è stata anche ribadita la volontà della Giuria di premiare non virtuosi funamboli dell'archetto, ma soprattutto musicisti, in grado di capire davvero le pagine paganiniane e non solo. Massimo Quarta, violinista componente della Giuria, ad esempio, ha sottolineato la cantabilità paganiniana, spesso compromessa da esecuzioni troppo veloci e nervose. All'incontro era presente anche il compositore Azio Corghi, autore di «Syncopations», il brano per violino solo commissionato dal Concorso e inserito come pezzo d'obbligo del Novecento nelle semifinali.