Il violino della Mutter rilegge Mozart da camera

Iper raffinata come sempre, anche Anne-Sophie Mutter, la violinista ex enfant prodige che fu Karajan a scoprire e «lanciare», fa il suo canonico omaggio al duecentocinquantesimo di Mozart. Registrati non so quante volte i Concerti, stavolta l’artista tedesca, che in terre germaniche è letteralmente «venerata», fa musica da camera. Suona i Trii KV 502, 542 e 546 col marito, il pianista (e direttore e compositore) André Previn e un ottimo violoncellista, Daniel Müller-Schott che però, un po’ la scrittura mozartina poco incline (di solito) a valorizzare il basso, un po’ il protagonismo degli altri, risalta poco. Certe squisitezze sonore cui la Mutter mai prescinde e la cura delle sonorità, al solito esasperata, parranno a molti poco mozartiane: ad esempio nel Trio KV 548, che richiede un vigore quasi sinfonico o nel «Larghetto» del KV 502 dove immancabilmente dilaga il narcisismo sonoro della Mutter, assecondata da un Previn squisito secondo la bisogna così come nei tempi mossi risulta di formidabile, scorrevolissima leggerezza. Meglio certi esiti sognanti non peregrini del KV 542.

Anne-Sophie Mutter suona musiche di Mozart (DG)