Vip e sportivi all’asta per Telefono Azzurro

Saranno «battute» le creazioni in plastica di importanti artisti. Il ricavato andrà ai bambini maltrattati. Afef madrina alla serata

Che cos’hanno in comune Afef, San Valentino e la più grande fiera della plastica al mondo? Un cuore. Un cuore di plastica, che è stato scelto come simbolo per l’evento benefico che questa sera dalle 20 si svolgerà al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Via Olona, a favore di Telefono Azzurro. L’asta benefica che vede come madrina Afef Jnifen, da sempre sensibile alle problematiche dei bambini maltrattati, è organizzata da Assocomoplast, associazione che organizza Plast’06, fiera internazionale triennale dedicata all’industria della plastica e della gomma. La fiera, che ha aperto oggi i battenti fino a sabato, è aperta al pubblico e può essere visitata gratuitamente con il biglietto del Museo della Scienza, che ha inaugurato da poco la nuova sezione dedicata alle materie plastiche.
Grandi nomi del design, come Gaetano Pesce che presenterà un tappeto di silicone creato appositamente per l’asta, Italo Rota con il suo nuovo caleidoscopio e Stefano Boeri metteranno a disposizione dei loro pezzi unici, mentre stilisti della portata di Elio Fiorucci e Lorenzo Riva hanno creato apposta per l’asta delle personalizzazioni di oggetti. Alberto Debraud porterà una sua scultura. Personaggi dello spettacolo tra cui Alessandro Cecchi Paone, dello sport come Stefano Bettarini e Johnny Cecotto, grande ex del motociclismo, Alba Parietti, coppie celebri come Federica Panicucci e Mario Fargetta, Cristina Parodi e Giorgio Gori personalizzeranno alcuni oggetti che verranno poi battuti all’asta, curata e battuta da Sothesby’s, mentre vip, giornalisti, celebrità parteciperanno alla serata. Questo per dimostrare che la plastica, materiale pop, da sempre relegata in secondo piano, è un materiale nobile, «capace di muovere i sentimenti» in questo caso e materia ispiratrice di grandi creazioni artistiche nella storia. Basti pensare all’abito in dischetti di plexiglas e metallo che lo stilista Paco Rabanne presentò sulle passerelle nel 1965, suscitando le ire di Coco Chanel che bollò l’artista con un «non è un sarto ma un metallurgico». Oggi quel vestito è esposto al Moma di New York, che ospita anche una creazione di Ornella Piluso. L’artista è anima dell’associazione culturale «Arte da mangiare», lo scorso anno è stata al centro delle polemiche per il suo «Ricciolo di donna». E stasera sarà presente all’asta, riservata a 240 invitati.