Le vipere vogliono ritrovare il veleno

Il tecnico Insam: «Tante novità e tanti giovani»

Legami di sangue e ghiaccio. Marco Insam, 18 anni, ala con fisico da corazziere, sta sudandosi un sogno nel camp di selezione dei Regina Pats, squadra giovanile canadese. Papà Adolf invece, 56 anni, tecnico dei Vipers, scende in pista domani per il primo allenamento della nuova stagione dell’hockey milanese. Entrambi vivono un momento importante: Marco spera di essere inserito nella squadra, Adolf, dopo cinque scudetti in sette stagioni ai Vipers, mette mano a un organico rivoluzionato. Cinque mesi fa il Milano cedeva il titolo al Cortina, delusione che ha favorito un cambio di pelle inevitabile. C'è chi si è ritirato, come Felicetti, chi è stato bocciato, come il portiere Passmore, chi ha scelto altre esperienze, come l’azzurro Helfer, a Innsbruck. E allora si riparte con un pacchetto di stranieri, quasi tutti canadesi, già ben rodati in America o in Europa per trainare un gruppo cui si affacceranno elementi più giovani, scelti fra gli undici che si alleneranno da domani con i più anziani e che arrivano dal vivaio milanese, oltre agli altoatesini Mair e Mantovani. «Ricominciamo da una pattuglia di stranieri esperti fra cui il confermato Evans - spiega Adolf Insam -. Strazzabosco in difesa, gli oriundi Scandella, Trevisani, Di Stefano e Iannone e con il proposito di inserire in squadra sette, otto giocatori locali emersi dal nostro settore giovanile, nati fra l’86 e l'88. Avranno spazio nella terza linea d'attacco: toccherà agli uomini più navigati fare punti. Anche in difesa un paio di ragazzi avranno modo di giocarsi le loro carte». Il campo giudicherà, l’obiettivo è capire se si possano produrre giocatori pronti per la A, senza doverli acquistare a caro prezzo. Ma a pompare vapore, far vendere i biglietti, saranno come sempre gli stranieri, gli uomini di punta. Una squadra meno quotata del passato ma che giochi con il bastone fra i denti può far incuriosire Milano e aumentare temperatura emotiva e presenze all’Agorà. Poi c’è sempre il mercato. Intanto, da domani, con due allenamenti al giorno (ore 11 e 19 o 20), cominciano le prove d’orchestra: qualcuno deve completare le pratiche burocratiche e non è ancora in Italia. Tante le facce nuove. Ad esempio Levente Szuper, 27enne portiere ungherese di scuola nordamericana, visto ad Asiago dove ha lasciato un buon ricordo, «un gatto, molto agile», dice Insam ma i totem dovrebbero essere Mika Lehtinen, terzino 32enne, 588 partite in carriera tra Finlandia, dove è nato, e Svezia anche se nelle ultime due stagioni è stato frenato da problemi fisici, e Todd Simon, centro 35enne, buone cifre in Germania. «Simon sarà il faro, è uomo da molti punti, ma mi aspetto tanto anche da altri due canadesi, Justin Kurtz per difesa e power play e Shay Stephenson, un attaccante di 1 metro e 92 per 96 chili. Siamo una squadra da scoprire, all'inizio ogni partita sarà una sorpresa in un campionato però incerto, in cui il Bolzano ha fatto il mercato più ambizioso (Borgatello, ex-Vipers, tra gli acquisti, ndr) e temo sempre Alleghe e Cortina».
Ma Insam jr, che sgomita per il suo futuro in Canada, quanto assomiglia a Insam padre, ex-giocatore del Gardena scudettato anni ’70? «Quasi nulla. Io ero un centro, più piccolo fisicamente, lui è un'ala aggressiva. Ecco, il tiro è simile. Ma la potenza, trent'anni dopo, è cambiata...».