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Immaginiamo di partire. Destinazione insolita: il pianeta Marte. E come sarà? Freddo, variabile, caldo. Nessuna temperatura è da escludere. Dunque qualsiasi capo si decida di infilare in valigia - il vestito, il cappottino ma anche la camicia da portare sui pantaloni - deve essere comodo, pratico da trasportare. E visto che l’invito su Marte è rivolto a un pubblico femminile deve rispondere ad altre due caratteristiche: l’abbigliamento deve avvolgere, regalarti una sensazione di calore. E deve farti sentire “a posto”. O meglio ancora: elegante.
Così funziona su Marte come sulla Terra. E così Manuel Facchini, stilista di Byblos da cinque anni, ha immaginato la prossima collezione invernale. Quella che verrà presentata a Milano il 26 febbraio. Perchè un viaggio su Marte? «Perchè suggerisce l’idea di fusione, il futuro e il passato che si mescolano. La linea che propongo, infatti, è all’insegna della fluidità: le cuciture non si vedono, i tagli sono nascosti, i revers scompaiono all’interno della giacca. Si indossa un tubino (con un gesto solo) lavorato al punto da sembrare una gonna con una giacca. L’ho chiamata “fusione materica” (e infatti si può descrivere anche come una giacca che finisce nella gonna creando una sorta di abito. Il tutto poi può apparire un capospalla».
Per il designer di Byblos sembra finita la moda di indossare un capo sull’altro. «Le nuove forme sono geometriche e fluide insieme - spiega Facchini - Prendiamo il cappottino a uovo, il taglio a raglan lo fa sembrare doppio, in realtà è formato da un solo tessuto. Sembrano due capi ma sono uno soltanto: il capospalla con scialle, l’abito con coprispalla, la camicia che fa tutt’uno con i pantaloni». Le proposte si adeguano agli impegni del giorno: i vestiti da indossare al mattino e quelli da coktail sono sopra al ginocchio, quelli da sera scendono sotto il ginocchio. Il capospalla è sempre sopra il ginocchio. In quali tessuti? «Ne usiamo tanti mescolandoli - ammette Facchini - Tutte le sete naturali, le viscose, i creponne in seta. Trame leggere o pesanti, a seconda». E i ricami? «Paillettes, intarsi effetto bagnato, lane jacquard trattate in modo da sembrare graffiate, per dare l’idea del materiale naturale. Non solo. I ricami e i disegni in rilievo sulla lana permettono di costruire immagini tridimensionali su un tessuto. E garantiscono un’alternanza di ritmi di colori e tessuti: una trama disegno si fonde o si scompone: così l’abito è a tinta unita dal bacino in su e sotto è diverso».
La cartella colori non è certo misera. Le tinte principali restano nero, bianco, nudo e cipria. A queste si aggiungono tonalità più accese: rosso aranciato, ciclamino, rosa intenso, blu elettrico. Giochi di sfumature e contrasti accentuano gli effetti tridimensionali, danno movimento agli abiti e creano l’illusione ottica di indossare più capi. La collezione estiva esprime due anime contrastanti, la prima dolce e romantica, la seconda rigorosa e grintosa. «Mi sono ispirato a Isabelle Blow la fashion editor che ha saputo scoprire e valorizzare diversi artisti, fra i quali lo stilista Alexander Mc Queen. Colta, versatile, ha conosciuto Warhol e Basquiat. È una donna che ben rappresenta l’universo femminile: intraprendente, curiosa, rigorosa ma anche fragile e romantica». E le linee della collezione estiva rispecchiano questa doppia anima. Da un lato microtubini leggeri, intarsiati con lavorazioni al laser («è il nuovo pizzo»), dall’altro modelli più grintosi con geometrie rigorose.
La campagna pubblicitaria dell’estate è un racconto fermato dall’obiettivo del fotografo Oskar Cecere. Uno squarcio di natura nella metropoli notturna illuminato dai fari delle macchine di passaggio. I protagonisti sono i vampiri metropolitani, le bellissime top model Agne Petkute ed Esmee Wissels insieme al languido Sander H. Una camminata veloce nella notte, pelle diafana, accentuata dal trucco a contrasto, matite e eye liner scurissimi, capelli effetto bagnato. Follia? Sorpresa? Atmosfere gotiche prima di volare su Marte.