Al Virgilio mamma e papà si rimettono l’eskimo

Okkupare la scuola con la benedizione di mamma e papà. Risolvere secolari conflitti generazionali di fronte alle riforme della scuola superiore. Potenza della Gelmini. Che in un colpo solo ha messo tutti d’accordo: adolescenti dal cuore duro e puro e genitori con tardivi rigurgiti sessantottini. Succede a Milano dove in una accesissima assemblea pubblica che si è svolta all’interno del liceo Virgilio, non gli studenti, bensì i genitori e i docenti rappresentanti di una ventina di licei di città e provincia hanno deciso di dare il proprio sostegno alla protesta studentesca. Come? Intanto con una giornata di autogestione fissata per il 2 dicembre. Ma che potrebbe essere solo l'anticamera dell’occupazione vera e propria. Anche questa volta non degli studenti. O meglio assieme agli studenti, in questo caso i propri figli o alunni. «Siamo molto preoccupati per la riforma dei licei sperimentali - spiega un rappresentante dei genitori del Virgilio, Ruggero Vota -. Il taglio delle ore potrebbe provocare la scomparsa di molte sperimentazioni. Diritto ed Economia per esempio o ancora i laboratori di Fisica di Chimica e le Scienze sociali». La soluzione? Nessun passo in più rispetto a quelle prospettate dai ragazzi ad ogni avvio di anno scolastico che si rispetti. Autogestione e occupazione. Anche per i genitori. «Sì, sono stati molti i genitori che hanno proposto di occupare la scuola - conferma una madre presente all’assemblea -. D’altra parte è l’unico modo per farsi ascoltare». La decisione di portare o meno armi e bagagli all’interno delle aule con sacchi a pelo e thermos del caffè sarà presa entro questa settimana. «Tutto dipende da quello che verrà deciso su questa riforma» precisa un’insegnante. Alle preoccupazioni dei genitori per i tagli alle ore fa da contraltare quelle dei docenti che invece intonano la loro protesta «sulle gravi conseguenze della qualità dell’offerta formativa» e quella che definiscono «una standardizzazione a livello nazionale dell’offerta scolastica e dunque un ritorno al passato». Il documento di sostegno alla protesta degli studenti (il liceo Volta, presente con una delegazione all’assemblea ha già iniziato l'occupazione) è stato sottoscritto da 609 firme. E poco importa che altri insegnanti abbiano bollato quel documento come «troppo schierato in una mobilitazione che si è trasformata in una battaglia politica». Verrà presentato al provveditore, ma anche agli assessori e a tutte le autorità che possano avere voce in capitolo sul tema della scuola. L'alternativa sarà lotta dura. A fianco, o meglio un passo dietro, mamma e papà.