Virginia, prima del massacro il video testamento del killer

L'autore del massacro nel campus universitario americano tra una sparatoria e l'altra ha registrato un video, mostrato dalla tv Nbc: <strong><a href="/media.pic1?ID=129"><font color="#ff6600">guarda le immagini</font></a> - <a href="http://www.ilgiornale.it/video.pic1?ID=virginia" target="_blank">guarda il video testamento</a></strong> (da Sky Tg24)

Blacksburg (Virginia) - Il ragazzo autore del massacro nel Politecnico della Virginia in cui sono rimaste uccise 32 persone, tra una sparatoria e l'altra, è riuscito a registrare un video mostrato ieri dalla Tv Nbc in cui se la prendeva con i ricchi e gli arroganti dipingendo sé stesso come un difensore dei deboli. L'emittente televisiva statunitense ha detto di aver ricevuto una specie di "testamento multimediale", realizzato da Cho Seung-Hui lunedì prima di suicidarsi e composto da un video, delle fotografie e un lungo testo scritto. Il "testamento" contiene uno scritto di 1.800 parole che esprime la rabbia del ragazzo e la sua ammirazione per gli studenti che hanno compiuto il massacro alla scuola di Columbine nel 1999. Nel delirante monologo che lo accompagna, registrato davanti a una piccola telecamera, Cho mescola riferimenti religiosi al disgusto per quello che definisce l'edonismo che vede imperare intorno a lui. "Grazie a voi morirò come Gesù Cristo, per inspirare intere generazioni di gente debole e indifesa", ha detto Cho nel video, aggiungendo: "Quando è stato il momento l'ho fatto. Dovevo farlo".

Una strage annunciata "Un pericolo imminente per se stesso". Con queste parole, nel 2005, un giudice della Virginia aveva descritto Cho Seung-Hui. La frase, riportata ora dai media americani, fa sorgere un terribile sospetto: la strage che si è consumata meno di tre giorni fa, avrebbe potuto essere forse evitata? Nel dicembre del 2005, il giudice speciale Paul M. Barnett scrisse un profilo su Cho, profilo che ora viene interpretato quasi come un avvertimento, peraltro mai ascoltato. Lo studente, si legge nei documenti, "si presenta come un pericolo imminente per sé stesso come risultato di un disturbo mentale". In un'altra sezione dei documenti, Cho viene descritto come "affetto da disturbi mentali, e bisognoso di cure ospedaliere (..) Si presenta come un pericolo imminente per sè stesso o per gli altri a causa di tali disturbi mentali, è talmente affetto da disturbi mentali da essere sostanzialmente incapace di prendersi cura di sè stesso, incapace di sottoporsi a un trattamento o senza alcuna volontà di farlo". Il giudice si espresse sullo stato di salute mentale di Cho dopo che il ragazzo finì nel mirino della polizia nel novembre del 2005; in quell'occasione, una studentessa contattò le forze dell'ordine accusando Cho di essere troppo insistente con lei. Il caso venne riportato all'ufficio Affari Giudiziari dell'università, che non diffuse il risultato dell'indagine, in quanto confidenziale. La questione venne risolta nel momento in cui la studentessa decise di non sporgere denuncia contro Cho. Un mese dopo, un'altra studentessa contattò la polizia dopo aver ricevuto alcuni messaggi da Cho. "Ancora una volta, nessuna minaccia venne mossa contro quella studentessa - ha spiegato Wendell Flinchum, responsabile della polizia dell'università - (la studentessa) si lamentò con il dipartimento di Polizia del Virginia Tech sperando che Cho non la contattasse più". Dopo aver parlato direttamente con Cho, la polizia ricevette ancora un messaggio da parte di un altro studente, preoccupato che il ragazzo potesse togliersi la vita. A quel punto, il ragazzo decise di recarsi in un centro di servizi psicologici situato a Blacksburg. Cho venne poi inviato in un una clinica psichiatrica il 13 dicembre del 2005. Il caso Cho sembrò concludersi lì. Dopo la permanenza nella clinica, le autorità non ricevettero più alcun esposto contro il ragazzo, e si dimenticarono di lui. Fino a lunedì scorso, 16 aprile. E ora Nbc ha forse in mano la chiave che può far comprendere meglio il massacro di Virginia Tech.