Il virtuoso del basso adesso si esibisce da solo

Simone Mercurio

C’erano una volta i King Crimson, leggendaria band del rock psichedelico anni Settanta. Sulla scia luminosa della mitica formazione arriva questa sera, per la prima volta a Roma e in Italia, la Tony Levin Band, dalle 22 al La Palma di via Mirri nel quartiere di Portonaccio. Caratterizzata dalla presenza di cinque musicisti considerati delle vere e proprie «leggende viventi» per il contributo che hanno apportato ad alcune delle più belle pagine della storia della musica da trent’anni a questa parte, la band vanta un repertorio costituito da brani dei precedenti album di Tony Levin, e di alcuni pezzi del nuovo cd in uscita a gennaio. Componente dei King Crimson, oltre che della band di Peter Gabriel fin dal suo esordio solista, Levin è uno dei più grandi bassisti e virtuosi del genere. Da John Lennon a Laurie Anderson, da Burt Bacharach a David Bowie, da Lou Reed a Ringo Starr, fino a Pink Floyd, Paul Simon, James Taylor, Al Di Meola e Robert Fripp, le collaborazioni discografiche di Tony Levin sono tante. Anche in Italia il suo basso ha colorato la musica di artisti come Ivano Fossati, Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Susanna Parigi e Vasco Rossi. Dal primo ascolto, la musica della band genera un senso di libertà ed esperienza e di nuove avventure. Cosa che si dispiega in una serie di rinfrescanti nuove storie dotate di inusuali e memorabili caratterizzazioni, interamente raccontate senza parole, dove descrizione e sentimenti dei dialoghi sono sì presenti, ma è lasciata all’ascoltatore la possibilità di riempirli di dettagli personali.
Una formazione di multistrumentisti, dunque, che alle loro specialità uniscono uno di più vecchi strumenti del mondo e uno di quelli relativamente più nuovi: la batteria e il Chapman Stick.