La Virtus surclassata in casa dai campioni d’Italia

Marcello Castaldi

Il secondo esame di stagione viene miseramente fallito dalla Lottomatica. Dopo la figuraccia di Treviso, la lezione è arrivata direttamente a domicilio con i campioni d’Italia della Climamio Bologna capaci di sbancare Roma con un imbarazzante 88-69. Il pubblico era accorso numeroso per spingere i padroni di casa all’impresa contro la Fortitudo, ma col passare dei minuti, la differenza di valori in campo è apparsa sempre più evidente. A tratti imbarazzante. Un Palalottomatica affollato da oltre 8000 spettatori, con la Virtus che scendeva in campo con Ilievski, Hawkins, Bodiroga, Tonolli e Vds mentre Bologna rispondeva con Garris, Green, Mancinelli, Lorbek e Bagaric. Il primo segnale della Virtus da Gladio Ilievski che con due triple mandava Roma sul 10-8: Bodiroga siglava addirittura la tripla del 13-8. Ne scaturiva un ping-pong di canestri da una parte e dall’altra. All’ottavo minuto di gioco faceva il suo esordio in campionato Marko Pesic che assieme a Marko Tusek, cercava di sospingere ancora Roma più avanti nel punteggio, ma la partita non cambiava: era dalla linea dei tre punti che le squadre si sfidavano. Gli ultimi due minuti erano però firmati Climamio: ancora Lorbek in contropiede e Mancinelli decretavano il 24-18 di fine primo quarto. La seconda frazione mostrava una Fortitudo capace di entrare con maggiore facilità nella difesa di Roma che al contrario faticava enormemente per appoggiare palla al tabellone. Ilievski e Bodiroga erano l’anima di una Virtus che riusciva a tenere Bologna a vista, ma le mani dei felsinei erano indubbiamente più vellutate. Belinelli, Mancinelli, Green disegnavano traiettorie perfette, ma Roma mostrava determinazione, sentiva l’urlo degli 8000 e riusciva a rosicchiare punti importanti fino a quando Tonolli in contropiede firmava il -2 (35-37). Il Palalottomatica si infiammava. Vds sfruttava la sua agilità contro i chili di Bagaric e segnava addirittura i liberi del pareggio. Al riposo era 37-37. Al ritorno in campo, l’affondo di Marco Belinelli: segnava un personale di 11 punti a zero in poco più di 60 secondi, che diventavano 13 dopo un canestro di Bodiroga che non cambiava comunque la sostanza, con i padroni di casa letteralmente dominati dalla Climamio. In 6 minuti la Virtus Roma segnava appena un canestro con Bodiroga, mentre Bologna accumulava un vantaggio di 15 punti (54-39). La gara diventava imbarazzante, con coach Pesic che si dimenava in panca, mentre Bologna incantava in campo al punto che il pubblico di casa, sul 64-44 applaudiva a scena aperta lo spettacolo offerto dai campioni d’Italia. Alla fine, Belinelli segnava 22 dei 37 punti che Roma subiva in soli 10 minuti. Il Palalottomatica era ammutolito. La quarta frazione era pura accademia. Con Bologna che continuava lo show in attacco, mentre la difesa dei capitolini era totalmente assente. Marko Pesic veniva sonoramente fischiato ogni qual volta toccava la palla, e alla fine, coach Pesic, era davvero arrabbiato per il 69-88 finale: «Sono deluso per i nostri tifosi. Hanno grande passione, investono il loro tempo libero e pagano soprattutto il biglietto ed è giusto che abbiano il diritto di fischiare chiunque e se il problema di stasera è stato Marko Pesic ne prendo atto. Sapevo che non eravamo messi bene, già prima della partita contro Bologna avevo spiegato che il nostro principale problema è la difesa, e che non abbiamo elementi sufficienti per allenarci. Ora non voglio entrare nei dettagli, perché so per esperienza che chi spiega è un perdente e io non mi considero tale. Mi considero un combattente, voglio che i miei giocatori combattano e si deve tornare adesso a lavorare e sono convinto che con il lavoro questa è una squadra destinata a ottenere i suoi risultati».