Il virus dei «mutui» ora contagia Profumo

da Milano

Giallo Unicredit: a Piazza Affari il titolo scivola sui timori di importanti svalutazioni poi la superbanca corre ai ripari e anticipa le attese sulla trimestrale che verrà pubblicata l’8 maggio. Il gruppo di Alessandro Profumo conta di chiudere il trimestre con un utile netto di 1 miliardo, depresso da 650 milioni di svalutazioni su operazioni di cartolarizzazione (in gergo tecnico Abs, asset backed securities) a cui si aggiunge un’altra «pulizia» da 350 milioni sui bond.
«Chiamatelo come volete, per me questo è un profit warning (un allarme sugli utili ndr) - commenta un analista – mi aspettavo profitti più alti del 20%, da 1,2 miliardi di euro, e anche altri uffici studi avevano attese vicine alle mie». È iniziato tutto in sordina. Ieri mattina solo l’agenzia Reuters riportava le dichiarazioni di Wolfgang Sprissler, amministratore delegato di Hvb, la controllata tedesca di Unicredit (89%). In un’incontro coi giornalisti avvenuto martedì sera, Sprissler aveva lanciato l’allarme sui conti del gruppo colpito, come gli altri big del settore, dalla crisi finanziaria. «Questa situazione porterà anche a noi svalutazioni significative per il nostro portafoglio di attivi relativamente al primo trimestre», ha dichiarato Sprissler.
Nessun numero, nessun dettaglio. Ma in un mercato nervoso come l’attuale è sufficiente l’incertezza a rievocare lo spettro di pesanti svalutazioni. Solo martedì Royal Bank of Scotland aveva varato un aumento da 16 miliardi di euro per coprire le perdite potenziali legate all’esposizione verso i mutui subprime americani. Intanto anche al di là dell’oceano la crisi finanziaria ha continuato a mietere vittime, dopo Citigroup e JpMorgan, anche Merrill Lynch ha annunciato un aumento di capitale da 2,47 miliardi di dollari a fronte di un ammanco complessivo da 25 miliardi.
Immediata la reazione in Borsa, dove ieri Unicredit è arrivata a cedere il 4,6% a 4,51 euro affossando tutto il settore bancario, complice la maxi-iniezione di liquidità decisa dal colosso svizzero Ubs per risollevarsi dalla crisi.
Dal quartier generale di Piazza Cordusio però non arrivava nessuna dichiarazione e il panico tra gli operatori cresceva. Solo alle 16 a un’ora e mezza dalla chiusura viene pubblicata la nota del gruppo. Unicredit decide di giocare in anticipo e rassicura il mercato sui conti trimestrali. Solo dopo il comunicato la situazione rientra e Unicredit limita i danni chiudendo la seduta in calo del 2 per cento.
«Un comportamento atipico quello della società come atipica è lo scenario che circonda ormai il settore finanziario», spiega un gestore secondo cui «raramente si assiste a dichiarazioni di portata così rilevante da parte di un personaggio di prima linea come Sprissler per poi assistere alla comunicazione anticipata di alcuni dati di bilancio».
«Unicredit non aveva scelta la frittata era fatta, Sprissler aveva detto la sua, ma ora quello che più conta sono i numeri e non entusiasmano. Mi aspettavo svalutazioni a 700 milioni di euro», dice un analista che aggiunge, «per quanto riguarda Hvb era noto che dopo le svalutazioni di 450 milioni registrate sia nel terzo che nel quarto trimestre 2007 i primi tre mesi dell’anno avrebbero portato a svalutazioni anche più importanti».
Lo stesso Profumo nell’ultima presentazione a marzo aveva detto di non essere in grado di confermare l’obiettivo di 66 centesimi di utile per azione, a causa della scarsa visibilità sulle attività di investment banking.