Virus dei polli Supercontrolli in aeroporto

Così come fu per l’incubo della Sars, anche per il cosiddetto «virus dei polli» che ha infettato allevamenti in varie zone del continente asiatico, nell’aeroporto di Fiumicino sono entrate immediatamente in vigore le misure di prevenzione e controllo su passeggeri e merci provenienti dalle aree considerate a rischio.
Ad effettuare controlli e riscontri incrociati per evitare eventuali «importazioni» del virus dentro le nostre frontiere, sono i medici dell’Ufficio della Sanità aerea ed i veterinari in servizio nello scalo romano. In attesa di ulteriori disposizioni in materia da parte del ministero della Salute, allo scalo Leonardo da Vinci è stato quindi già alzato lo «scudo sanitario» contro l’influenza aviaria che sembra oramai aver raggiunto anche la catena montuosa degli Urali, sfiorando la Russia europea dopo essersi espansa in Siberia e finanche in Kazakhistan. Per questa ragione, nell’aeroporto di Fiumicino è previsto un accuratissimo controllo su oggetti, generi alimentari e persone provenienti da tutte quelle zone considerate a rischio. Controlli accurati riguardano, pertanto, tutti i passeggeri che atterrano dalla Cina, ma anche dalla Russia.
«Se uno di questi viaggiatori, appena sbarcato in aeroporto, dovesse accusare problemi polmonari - spiega il medico di turno dell’Ufficio della Sanità aerea - scatterebbe immediatamente il ricovero per gli accertamenti in un ospedale specializzato nelle malattie infettive che, per quanto ci riguarda, è lo Spallanzani di Roma. Ma, in un caso come questo, i controlli si estenderebbero subito anche ai passeggeri che, a bordo dell’aereo, occupavano la fila di posti immediatamente avanti e dietro la persona che ha accusato il malessere».
Anche se dalla Cina - come tengono a sottolineare gli addetti ai lavori - non arrivano nello scalo di Fiumicino polli, o pollame in genere, e neanche suini, la vigilanza dei veterinari in servizio alla Cargo City è comunque alta e costante. Tra le misure in vigore in aeroporto, poi, è previsto anche il sequestro e quindi l’immediata distruzione, tramite incenerimento all’interno di un apposito forno, di eventuali generi alimentari di origine aviaria trovati nel bagaglio di passeggeri provenienti da zone a rischio.