Il virus dei polli torna a colpire Morta una ragazza in Indonesia

È la quinta vittima a Giacarta dal luglio scorso. Infetto anche un bambino

Enza Cusmai

da Milano

Viveva in una modesta dimora insieme con i suoi polli in un piccolo villaggio vicino a Giacarta. E sono stati i suoi polli malati a contagiarla e a farla morire. La ragazza che ha contratto l’influenza aviaria aveva diciannove anni, è la quinta vittima del virus killer a Giacarta e il nono caso di contagio diretto da animali in Indonesia. Ma con molta probabilità non sarà l’ultimo. Altre persone, già sotto osservazione, presentano i sintomi classici della malattia: forte tosse e febbre alta. C’è un'infermiera che lavorava in ospedale, attualmente ricoverata, e c’è un bambino che è stato confermato positivo al virus, che, per fortuna, sembra in buone condizioni. Il ragazzino ha otto anni, è il nipote della ragazza morta e viveva nella stessa casa. Ma questo particolare che allarma, perché potrebbe trattarsi del primo contagio diretto tra umani, viene già smontato dalle autorità locali che «stanno facendo accertamenti».
In estremo Oriente la situazione è preoccupante. A differenza dei super controlli che avvengono in Europa, da quelle parti i piccoli allevamenti pullulano e gravitano attorno alle abitazioni se non addirittura al loro interno. E il rischio di contagio è altissimo. Ieri il Vietnam ha denunciato nuovi e consistenti focolai di influenza aviaria: 4mila tra polli e uccelli acquatici sono morti in una nuova recrudescenza della malattia. E non si escludono casi di contagio umano.
Anche il Giappone prende precauzioni e ha ordinato l'uccisione di 180mila polli dopo la scoperta del primo caso di H5N1 da oltre un anno. In Cina invece si stanno allertando pure i militari. Dopo la scoperta di un quarto focolaio in un mese i 2,3 milioni di militari hanno ricevuto istruzioni su come affrontare un'eventuale epidemia di influenza aviaria nei loro ranghi.
Mentre l’Oriente diventa una bomba ad orologeria, l’Occidente si interroga sulle strategie migliori anti-pandemia. Domani a Ginevra in una riunione internazionale organizzata dall’Oms, Fao e Banca mondiale si cercherà di coordinare un piano d'azione contro l'H5N1 compresi gli aiuti economici ai paesi colpiti o minacciati dal virus per 500 milioni di dollari. «È la prima volta nella storia dell'umanità che possiamo affrontare una pandemia prima del suo arrivo. Bisogna agire adesso» ha preannunciato Margaret Chan, responsabile dell'Organizzazione mondiale della sanità.
Ma l’Europa non perde tempo. Il commissario europeo alla salute Markos Kyprianou invita le case farmaceutiche interessate a produrre il più possibile antivirali per permettere ai piccoli e ai grandi Paesi di poter disporre di stock adeguati in caso di emergenza. Il coordinamento nella distribuzione dei farmaci andrebbe a Bruxelles che appare pronta a gestire questo incarico. Allo stato attuale però, lo stesso Kyprianou ammette che la situazione europea è sotto controllo. Una rassicurazione che non convince molti consumatori italiani ancora dubbiosi sulla bontà del pollame nostrano. L’astinenza da carni bianche continua e c’è qualcuno che vorrebbe fossero eliminate dalle mense scolastiche. Gli stessi che hanno paura del virus dei polli si cautelano dando l’assalto ai vaccini influenzali. La vendita è aumentata del 30% rispetto all’anno scorso e le farmacie hanno già esaurito le scorte. Ma rassicurano, nuove scorte arriveranno la settimana prossima. Per l’influenza stagionale c’è tempo.