«Virus dei polli, vaccineremo gli Usa»

«Dobbiamo fare i conti con la possibilità di una pandemia»

Mariuccia Chiantaretto

da Washington

Se l'incubo di una pandemia di aviaria si materializzerà l'America deve essere in grado di immunizzare almeno 20 milioni di persone. La strategia è stata illustrata dal presidente Bush in un discorso all'Istituto nazionale della Sanità in cui ha chiesto al congresso 7.1 miliardi dollari. Nei prossimi giorni, ha annunciato Bush, i vari stati, città e comunità locali riceveranno specifiche istruzioni su come quando e a chi somministrare i medicinali antivirali tipo Tamiflu o Relenza. Queste due specialità, di cui c'è penuria in Usa, si possono per il momento comprare on-line e - ovviamente - c’è chi fa affari: i prezzi del Tamiflu variano da 129 a 199 dollari per una scatola da 10 compresse da 75 mg, mentre il Relenza nella confezione da 5mg sufficiente per cinque giorni di inalazioni, costa da 109 a 43 dollari.
Nel presentare la sua lista della spesa al Congresso Bush ha dettagliato l'uso dei fondi. Parte del denaro verrà usato per l'acquisto di 20 milioni di dosi di medicinali contro l'aviaria. Parte verrà investito per immagazzinare Tamiflu e Relenza, mentre 2.8 miliardi saranno usati per accelerare le ricerche di vaccini contro nuovi ceppi di influenza letale. Il resto sarà distribuito fra gli stati per piani di emergenza qualora si dovesse materializzare l'ipotesi di una pandemia. La strategia di Bush si basa su tre obiettivi. Primo, scoprire immediatamente in quale parte del mondo si verifica il primo focolaio. Secondo, proteggere i cittadini americani immagazzinando vaccino e medicine antivirali e migliorare i sistemi di produzione dei vaccini. Terzo essere pronti ad ogni evenienza a livello di singolo stato o città nel caso che la pandemia affiori in America.
Per avere successo sui tre fronti, ha spiegato Bush, occorre un buon coordinamento fra governo, autorità mediche e veterinarie, forze dell'ordine e popolazione. Per non lasciare nulla di intentato il Pentagono avrebbe addirittura già messo a punto un piano per usare l'esercito per imporre l'isolamento. Il personale delle linee aree verrà presto dotato di un vademecum per individuare i sintomi pericolosi fra i passeggeri in volo verso gli States. All'aeroporto internazionale Dulles di Washington è in allestimento una vera e propria unità di isolamento dove verranno rinchiusi i passeggeri con sintomi da influenza. «Nessuno - ha spiegato Bush - può prevedere quando e dove si scatenerà l'influenza mortale, ma prima o poi dovremo fare i conti con questa evenienza. Gli Stati Uniti devono pertanto essere in grado di scoprire immediatamente il luogo del focolaio, avere grandi riserve di vaccini e medicine antivirali ed essere in grado di intervenire celermente in caso di contagi a catena. Nel 1918 - ha ricordato il presidente - sono morti d'influenza circa 500 mila americani e 20 milioni di altri individui sparsi nel mondo. Un terzo della popolazione è rimasta contagiata e la durata media della vita nel nostro paese è diminuita di 13 anni. Nel 1957 e nel 1968 altre pandemie d'influenza hanno falciato la vita di milioni di persone sparse nel mondo».
«Una pandemia - ha ricordato Bush - è ben peggiore della normale epidemia d'influenza. Non colpirà solo i vecchi ed i deboli, aggredirà anche i giovani sani. Per il momento non ci sono focolai di pandemie, ma occorre essere preparati ad intervenire». Oggigiorno i vaccini antinfluenzali, compresi quelli usati dagli americani vengono prodotti perlopiù in Europa. Dopo la disastrosa penuria di antinfluenzale dello scorso inverno - quando in pratica soltanto chi aveva più di 65 anni ha potuto essere immunizzato - ora l'amministrazione Bush è corsa dunque ai ripari.