Visco beccato non si scusa anzi, insulta

È vero: e figlje so’ piezze ’e core. Che cosa non si fa per loro. Tiri
il sasso chi non ha mai telefonato a un amico per raccomandare il
ragazzo. Non c’è nulla di male. Il problema è che nessuno di noi è
viceministro all’Economia e ha un figlio - sicuramente bravo guaglione
e stimato manager - che di mestiere fa il dirigente a Sviluppo Italia

È vero: e figlje so’ piezze ’e core. Che cosa non si fa per loro. Tiri il sasso chi non ha mai telefonato a un amico per raccomandare il ragazzo. Non c’è nulla di male. Il problema è che nessuno di noi è viceministro all’Economia e ha un figlio - sicuramente bravo guaglione e stimato manager - che di mestiere fa il dirigente a Sviluppo Italia, società che dipende dal ministero di cui sopra. Questo, invece, il caso di Visco Vincenzo e di suo figlio Gabriele. Come ha raccontato Italia Oggi e come abbiamo raccontato ieri anche noi.
Strano Paese il nostro. Invece che chiedere scusa - non parliamo di dimissioni, come sarebbe accaduto in altre democrazie - papà Visco è addirittura passato alle offese. Ha parlato («Attaccano mio figlio per attaccare me») e un po’ ha anche straparlato («Questa è barbarie politica, un atteggiamento squadristico»). E non s’è accorto, preso dall’ira (o dai sensi di colpa?), d’essersi lasciato sfuggire una frase di troppo: «Avevo sconsigliato mio figlio d’accettare questo incarico, prevedevo avrebbe potuto sollevare polemiche».
Ma se lo sapeva, di che si meraviglia? Non ci voleva un economista per capire che quella assunzione sarebbe stata giudicata almeno poco elegante da parte di un viceministro.