Visco, bocciate le mozioni della Cdl Padoa-Schioppa. Speciale sleale L'opposizione contesta il ministro

Il governo tiene, appeso a due voti, sulle mozioni della Casa della libertà sul caso Speciale-Visco al Senato. L'odg dell'Unione passa senza che l'opposizione voti. Tensione quando il ministro dell'Economia difende il governo <a href="/a.pic1?ID=183405"><strong><font color="#ff6600">attaccando il generale</font></strong></a>. L'aula si infiamma: contestazione dell'opposizione con cartelli, slogan e cori. La Corte dei Conti: <strong><a href="/a.pic1?ID=183397">l'esame della nomina di D'Arrigo</a></strong> alla Gdf non si conclude oggi. <strong><a href="/a.pic1?ID=183179">Pasticcio di Prodi: la Gdf ha due comandanti</a></strong><br />

Roma - Clima nell'aula del senato anche durante la votazione delle mozioni. Bocciate quelle della cdl e della Lega, il governo tiene per due voti: 160 no, 155 sì (maggioranza prevista 158 voti). L'ordine del giorno della maggioranza sulla vicenda Visco-Gdf è passato senza che la Cdl esprimesse il suo voto. E, tutti in piedi, i senatori dell'opposizione gridano "buffone, buffone" nei confronti del governo e della presidenza del Senato, che ha proceduto comunque alla votazione nonostante la Cdl chiedesse di considerare precluso l'ordine del giorno della maggioranza, perché ricalcava un odg dell'opposizione bocciato in precedenza. I senatori della Lega hanno di nuovo esposto la locandina del film 'Il padrino' con la faccia del viceministro Vincenzo Visco. Gli esponenti dell'opposizione hanno tirato fogli, giornali e pezzi di carta per tutto l'emiciclo. La senatrice Olga Thaler, della Svp, e un senatore della Lega si sono spintonati gridando mentre i commessi cercavano di dividerli. Forza Italia aveva chiesto che venisse precluso l'ordine del giorno della maggioranza perché di contenuto identico a quello respinto poco prima e presentato dal vice presidente leghista Roberto Calderoli. I senatori dell'opposizione sono rimasti in piedi ascoltando le ragioni del presidente del Senato, Franco Marini.
Si è giunti al voto dopo le polemiche e le contestazioni durante l'intervento al senato del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sul caso Visco e sulla rimozione del comandante della Gdf Roberto Speciale. "Al Consiglio dei ministri del 1 giugno ho proposto la sostituzione del comandante generale della Guardia di Finanza consapevole della gravità di questo passo". Ha detto il ministro.

La contestazione della Cdl I senatori della Cdl, tutti in piedi, agitano dei fogli con scritto 'ridateci la democrazia' e dei manifesti con l'immagine di Visco accompagnati dalla scritta 'Don Vincenzo Visco, il padrino'. E' questa la protesta inscenato in aula, con alcuni senatori che si sono tirati i manifesti l'uno con l'altro per evitare che i commessi riescano a prenderli. Il presidente del Senato Franco Marini ha sospeso la seduta. Il senatore di Alleanza Nazionale Domenico Gramazio si è avvicinato ai banchi del Governo, per mettere in testa a Padoa Schioppa, un cappello della Guardia di Finanza. Gramazio però non è riuscito nella sua impresa. Dopo averlo posato sul banco davanti al ministro ha esitato ad infilare il berretto in testa a Padoa-Schioppa ed è stato allontanato dai commessi. Il clima in aula è piuttosto acceso. Subito dopo la sospensione della seduta un senatore della Cdl ha lanciato verso i banchi del Governo un manifesto ripiegato con l'immagine di Vincenzo Visco in smoking accompagnata dalla scritta 'Don Vincenzo Visco il padrino'. Ma il ministro per le Riforme, Vannino Chiti, lo ha rilanciato verso l'esponente dell'opposizione."Il gruppo dell'Udc al Senato non partecipa e non condivide la protesta inscenata dalla Lega Nord nell'aula di Palazzo Madama". Lo precisa il capogruppo centrista, Francesco D'Onofrio, conversando con i giornalisti durante la pausa dei lavori.

Spunta un cartello: Visco santo subito La seduta è poi ripresa e il presidente Marini ha raccomandato raccomandato ai senatori di tutelare "la dignità" del Senato. "Abbiamo una grande responsabilità - ha aggiunto Marini - perché ci raccordiamo direttamente con gli elettori. Sono sicuro che questa mia preoccupazione sarà raccolta da tutti". Padoa-Schioppa ha quindi ripreso il suo discorso, ma le sue prime parole hanno di nuovo suscitato subito la reazione dei senatori della Cdl, che hanno ripreso a contestarlo, costringendolo ad interrompersi nuovamente. Poi ha ripreso il suo intervento per chiarire la posizione del Governo concludendo fra cori e sventolio di altri cartelli. Un cartello bianco con la scritta 'Visco santo subito' sventolato dal senatore Viceconte (Fi) è stato subito rimosso dai commessi.

Padoa-Schioppa: "Da Speciale mancanza di trasparenza" il ministro ha motivato la rimozione del generale Speciale perché da parte sua c'é stata una mancanza di "comunicazione e trasparenza". Una "reticenza e non operatività" che ha inciso nel rapporto tra il Corpo e l'Esecutivo. "Il viceministro Vincenzo Visco non ha rivolto alcuna minaccia al generale Speciale - ha aggiunto - queste minacce - ha detto Padoa-Schioppa - se fossero state vere, Speciale avrebbe dovuto denunciarle subito. Ma - ha sottolineato - non erano tali e questo spiega perché il procuratore generale non le ha prese in considerazione nelle sue decisioni.

La Cdl grida: "Buffone". L'Unione applaude il ministro Si è concluso tra le proteste della Cdl, l'intervento di Padoa-Schioppa, mentre i senatori della maggioranza si alzano in piedi e battono le mani. Gli applausi si accompagnano così alle grida di "buffone!buffone!" che si alzano dai banchi dell'opposizione. Poco prima che concludesse la sua relazione il ministro Padoa-Schioppa aveva fatto andare gli esponenti della Casa delle Libertà su tutte le furie accusandoli di fare "schiamazzi". "Tanto gli italiani - ha detto il ministro riferendosi alla diretta Tv che è stata data per questa seduta di palazzo Madama - riescono a sentire solo la mia voce e non tutti questi schiamazzi!". I senatori del centrodestra, che già stavano protestando, alla parola 'schiamazzi' hanno alzato ancora di più la voce fino ad arrivare al coro di "buffone!buffone!" che ha siglato la relazione di Padoa-Schioppa.

Sì solo all'ordine del giorno della maggioranza Padoa-Schioppa ha espresso il parere favorevole del Governo esclusivamente sull' ordine del giorno firmato dai capigruppo della maggioranza in Senato. Invito al ritiro o, in alternativa, parere negativo per tutti gli altri documenti presentati dai senatori dell' opposizione, tra cui due nuovi odg presentati dal leghista Calderoli.

Schifani: insediato il tribunale dell'Inquisizione "Questo governo è insediato nel nostro Paese il tribunale della inquisizione. Si manda via un generale con gravissime accuse, senza nessuna possibilità di prova o controprova". Così il capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani, commenta l'intervento del ministro dell'Economia Padoa-Schioppa al Senato sul caso Visco-GdF. "E' un gesto politico - osserva Schifani - gravissimo che avrà, come ha detto il presidente della Camera Bertinotti, delle ripercussioni politiche pesanti perché l'opinione pubblica è indignata di quello che sta succedendo". "Padoa-Schioppa - aggiunge Schifani - non ha portato un elemento serio a sostegno della destituzione del generale Speciale, ma ha fatto contestazioni fumose relative a trasferimenti realizzati senza il rispetto delle regole". "Ma - sottolinea il capogruppo di Forza Italia al Senato - noi sappiamo per certo che il generale Speciale ha sempre rispettato le regole e di fronte al questo getto l'opposizione sente molta più responsabilità, rispetto a prima sulla necessità di mandare a casa questo governo che oggi ha calpestato le regole democratiche".

Cossiga: solidarietà a Speciale dopo gli insulti del ministro "Esprimo al generale Speciale la mia solidarietà dopo gli insulti forsennati che gli ha rivolto un irresponsabile ministro dell'Economia nell'Aula del Senato". Lo afferma il senatore a vita Francesco Cossiga, aggiungendo: "A Padoa Schioppa non avrei dato in Aula del 'buffone', ma solo del 'poveretto'".

Rifondazione: male la nomina alla Corte dei conti "Molto bene". Così Giovanni Russo Spena, presidente dei senatori del Prc, commenta l'intervento di Tps. "E' stato preciso - spiega - convincente e giustamente duro con Speciale. Mi sembra che finalmente il governo abbia tratteggiato la figura di questo generale: Padoa-Schioppa è andato duro e ha fatto bene". Ma allora perché il governo lo ha indicato alla Corte dei conti? "Io qualche dubbio l'ho sempre avuto - risponde Russo Spena - è un metodo tutto italiano che si può condividere o meno. Io lo ritengo un segno di debolezza".

Di Pietro: la vicenda Visco non è chiusa "La dura e circostanziata requisitoria del ministro Padoa Schioppa contro il generale Speciale, all'apparenza potrebbe giustificare l'atto di rimozione effettuato. Senonché queste motivazioni addotte, si scontrano terribilmente con il conseguente comportamento tenuto dal Governo di proporre la nomina del generale a magistrato della Corte dei Conti". Lo dice il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. "Delle due, l'una - prosegue il ministro - o Speciale ha avuto un comportamento così riprovevole e allora andava deferito agli organi di giustizia civili e militari oppure, se gli è stato offerto il ruolo di magistrato sul campo, è stata questa una decisione che si scontra con le accuse formulate questa sera. Ecco perché - conclude Di Pietro- la vicenda, superato lo scoglio della fiducia merita, nelle sedi opportune a partire da quelle giudiziarie, un' approfondita e indispensabile valutazione".

D'Onofrio: ministro sette volte ignorante "Ignorante" ripetuto ben sette volte: con questo epiteto si è rivolto il capogruppo dell'Udc al Senato, Francesco D'Onofrio al ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa. D'Onofrio ha definito "poco credibili" le accuse mosse dal ministro al generale Speciale. "E allora - ha continuato - perché lo avete nominato alla Corte Costituzionale? Non è la discarica di tutta la feccia umana. Così lei ha insultato quella Corte". Poi D'Onofrio ha accusato Padoa Schioppa di aver insultato il Parlamento, quando egli ha replicato alle contestazioni dell'Aula. "Lei è ignorante - ha detto - e non sa che il governo non ha questa prerogativa rispetto al Parlamento. NOn è un fatto grave - ha insistito - d'altra parte lei viene dalla Banca d'Italia, è un ministro tecnico può essere ignorante. Le cose le può anche imparare". Quindi l'esponente dell'Udc ha detto che il titolare del Tesoro è anche "ignorante in diritto costituzionale".

Matteoli: elezioni o nuovo governo senza Prodi "Elezioni" subito. Oppure un nuovo governo, sul quale An e tutto il centrodestra sono "pronti a discutere". Ma a patto che, prima "questo governo sgombri il campo". Lo ha chiesto il presidente dei senatori di An Altero Matteoli, al termine del suo intervento per dichiarazione di voto al Senato. "Ministro, lei ha dimostrato di essere la vergogna di questo Paese". Con queste parole il capogruppo di An al Senato, Altero Matteoli, si è rivolto al ministro dell'economia Padoa Schioppa durante il dibattito sulla vicenda Speciale- Visco. Matteoli ha contestato la ricostruzione della vicenda: "Questo è un governo di complici che intervengono per coprire le rispettive marachelle". "Se Speciale ha compiuto tutti questi atti - ha insistito - allora perché lo avete mandato alla Corte dei Conti". Quando poi Matteoli ha definito il ministro "la vergogna di questo Paese", il presidente del Senato Franco Marini lo ha interrotto: "senatore, è andato oltre".

La Finocchiaro difende il governo ma avverte: fermiamoci "Non avevo dubbi sulla correttezza dell'agire del governo. Né su quella del viceministro Visco. Ma non è questo il punto che voglio affrontare. E' altro che mi inquieta e ciò che dovrebbe inquietarci tutti". La capogruppo dell'Ulivo al Senato Anna Finocchiaro, nell'ultimo intervento prima che l'Aula voti sulla vicenda Visco-Gdf, esprime una preoccupazione e parla dello "smarrire di un quadro comune di riferimento, di un comune affidarsi ad un sistema di regole che disegna poteri, doveri, responsabilità, ambiti di competenza, che assesta una storia comune e che regola ogni conflitto, anche il più aspro". "Per fare questo - avverte la capogruppo dell'Ulivo - occorre che la critica anche asprissima ad una decisione politica stia dentro un quadro regolato. Altrimenti non è solo l'impazzimento, ma è anche qualcosa di più preoccupante". Finocchiaro, rivolgendosi a quegli esponenti della Cdl, come Berlusconi e Calderoli, che hanno chiamato in causa il capo dello Stato sostiene che "da ciò non ne viene maggiore forza alle argomentazioni della Destra. C'é solo confusione, e distruzione, smarrimento nei cittadini", osserva Finocchiaro, che mette in guardia dal fatto che "senza una contesa regolata c'é solo il pericolo di un cedimento complessivo del sistema democratico" e conclude: "Fermiamoci, ritroviamo la strada di un conflitto regolato anche tra di noi. O sarà un guaio per la Repubblica, per la democrazia del Paese, per noi e per voi".