Visco, Cdl all'attacco: commissione d'inchiesta. Il Cavaliere: governo vergognoso

<strong><a href="/a.pic1?ID=183653"><br />
</a></strong><strong><a href="/video.pic1?ID=MB-070607" target="_blank"></a></strong>

Roma - La spallata al Senato non c'é stata, ma il centrodestra è più determinato che mai a tenere alta la tensione sul caso Visco-Guardia di Finanza. Tanto più dopo la notizia che l'insediamento del nuovo comandante generale, Cosimo D'Arrigo, è stato fissato per mercoledì. "Una forzatura istituzionale da dittatura sudamericana", la definisce Sandro Bondi, coordinatore di Fi. L'ex comandante Roberto Speciale, per l'opposizione, è la vittima sacrificale che ha pagato ingiustamente per le colpe di Vincenzo Visco. E il ministro Tommaso Padoa-Schioppa, che nel suo discorso a Palazzo Madama ha abbondantemente strapazzato il generale, è diventato un nemico politico con cui polemizzare ("mi ricorda il federale di Tognazzi", ironizza Giulio Tremonti) e magari da portare in tribunale. Silvio Berlusconi non si lascia sfuggire l'occasione della polemica per lanciare le sue accuse: "Ieri in Senato - dice - c'é stato l'ultimo atto vergognoso celebrato da questo governo, che non rispetta l'autonomia dei corpi militari dello Stato". Secondo l'ex premier, il voto di Palazzo Madama "é l'ultimo atto di arroganza e di occupazione del potere da parte di questa maggioranza"; e il centrosinistra ha condotto "una manovra indecente", fatta di "diffamazioni e denigrazioni del tutto gratuite", nel più puro stile stalinista. "Se mi fossi comportato io come Visco avrebbero chiesto l'espatrio", osserva. Berlusconi torna poi a chiedere le elezioni, ma apre anche a un governo di transizione che porti il paese alle urne. In Parlamento, comunque, la vicenda non è affatto archiviata: Forza Italia ha infatti proposto l'istituzione di una commissione di inchiesta. Il centrodestra si è convinto a giocare questa carta dopo aver ascoltato il j'accuse del ministro Padoa-Schioppa contro Speciale. "Accuse così infamanti - spiega il capogruppo azzurro Renato Schifani - meritano un contraddittorio, e a questo punto serve una commissione per accertare i fatti".

Ma il centrodestra è andato oltre, e mentre proponeva l'istituzione della commissione, due senatori di Forza Italia, Lucio Malan e Giorgio Stracquadanio, portavano in procura il resoconto stenografico della seduta di ieri. Obiettivo: sottoporre all'autorità giudiziaria le "gravi affermazioni di Padoa-Schioppa". Se risultassero vere, il ministro sarebbe colpevole di averle taciute fino a oggi, se fossero false avrebbe calunniato il generale. Il centrosinistra boccia la commissione d'inchiesta, ma è ancora alle prese con il dissenso di Di Pietro. Il giorno dopo la bagarre del Senato, infatti, restano in piedi tutti i dubbi dell'ex magistrato simbolo di "mani pulite", che accusa il governo di aver scelto un comportamento "con le gambe corte e il naso lungo": perché "non si può dire che Speciale è una persona riprovevole e poi nominarlo alla Corte dei Conti".

Anche Clemente Mastella non ha troppo digerito il siluramento del comandante generale delle Fiamme Gialle: la restituzione delle deleghe di Visco è considerata dal leader dell'Udeur "un bel gesto", ma si augura che "passata la buriana tutto non torni come prima". La speranza della maggioranza è che la vicenda non lasci strascichi. Tira un sospiro di sollievo il presidente della Camera Fausto Bertinotti: "Almeno il rischio più minaccioso sull'esistenza stessa della maggioranza ieri è stato evitato. Ci sono temi obiettivamente difficili e scivolosi. Questo era uno di quelli". Condivide Massimo D'Alema: "Abbiamo superato un momento difficile, perché eravamo sotto attacco con accuse infondate: ora dobbiamo tornare a lavorare". E il ministro Bersani: "Il centrodestra ha cercato di imbastire una provocazione ma ha scoperto che non ci trema la mano".

Cossiga a pranzo con Speciale "Ho invitato a pranzo il generale Roberto Speciale perché è l’unico ad essersi comportato con dignità in questa situazione". Lo ha detto il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, entrando nel ristorante romano "Il Bolognese", in piazza del Popolo, che il senatore a vita frequenta assiduamente. Ad attenderlo all’interno del locale, arrivato qualche minuto prima, l’ex comandante generale della Guadia di Finanza, Speciale. Il senatore a vita e l’alto ufficiale sono stati fatti accomodare in un tavolo appartato all’angolo della sala, ma visibile a tutti gli altri ospiti del ristorante. "Parleremo anche di sport", ha ironizzato Cossiga prima di cominciare il pranzo. "Anche il calcio-assicura- è un argomento interessante".