Visco: "Dal centrodestra eredità disastrosa"

Roma - "Dal governo Berlusconi e dal ministro Tremonti, il centrosinistra ha ereditato conti disastrosi" è la replica del viceministro dell'Economia Vincenzo Visco a Silvio Berlusconi. "Dopo cinque anni passati a fare manovre e manovre aggiuntive piene di una tantum e di condoni, con consuntivi che poi ogni volta dovevano prendere atto del peggioramento del bilancio e del fallimento delle ricette adottate - afferma Visco - il centrodestra ora vorrebbe far credere che la riduzione del deficit ottenuta dal governo Prodi sia frutto del suo impegno. La verità è che lo stato dei conti pubblici lasciato da Tremonti era al limite del disastro, con cantieri aperti ma senza più un euro per finanziare i lavori, con contenziosi aperti e mai curati con l'Unione europea, con capitoli di bilancio ormai prosciugati, con l'Alitalia e le Fs sull'orlo del fallimento e con il crollo del gettito fiscale provocato dalla politica dei condoni".

Per cui, secondo il viceministro, "è dunque davvero singolare che oggi, a consuntivo, Tremonti abbia il coraggio di rivendicare un risultato che non è davvero suo e che prevede un miglioramento del fabbisogno di cassa di circa 31 miliardi di euro rispetto a quello calcolato dallo stesso Tremonti nella Relazione Trimestrale di Cassa presentata il 5 aprile 2006 (fabbisogno previsto da Tremonti per il 2006: 66,5 miliardi di euro; fabbisogno effettivo: 35,2 miliardi di euro). Lo dimostra anche il risultato dell'indebitamento del 2006: nonostante il miglioramento del fabbisogno di cassa, l'indebitamento si collocherà tra il 5 e il 6 per cento del Pil, a causa della sentenza Iva, dei debiti Tav e del deficit generale, con una spesa corrente delle pubbliche amministrazioni, al netto delle uscite per interessi, che per l'eredità lasciata dal centrodestra ha raggiunto nell'anno appena concluso il livello più elevato dal 1980 (40,2 percento del Pil). Quanto al contributo delle entrate, l'andamento degli incassi erariali dimostra che - si legge ancora nella nota del vice ministro - a parte gli incrementi di gettito dovuti alle una tantum nei primi mesi dell'anno, a riempire le casse dello Stato sono stati in parte la ripresa dell'economia, ma soprattutto il cambiamento di atteggiamento dei contribuenti nei propri adempimenti fiscali e dei consigli dati loro dai professionisti che li assistono. L'incremento del gettito si è manifestato infatti a partire da maggio e giugno e poi, in misura crescente, nei mesi successivi. Un fenomeno, questo, dovuto alle misure prese e alla fermezza dimostrata dal governo Prodi nel mettere fine alla politica dei condoni e nel perseguire la lotta all'evasione e all'elusione fiscale".