Visco, fischiato, fa retromarcia: "Si possono abbassare le tasse"

Il viceministro, contestato da un gruppo di dipendenti del pubblico impiego, si è detto certo che "recuperare i 100 miliardi di evasione fiscale è solo questione di tempo". Poi scarica sui Comuni la decisione di abbassare l'Ici. Sangalli (Confcommercio): l'inferno è lastricato di buone intenzioni

Genova - Il viceministro dell’economia Vincenzo Visco è stato sonoramente fischiato. A contestarlo una cinquantina di dipendenti del pubblico impiego. "Non tagliare le pensioni ma recuperare le evasioni", "tasse: pagare meno, pagare tutti": questi gli slogan dei manifestanti. Visco dichiara che "recuperare i 100 miliardi evasi è una questione solo di tempo, di volontà politica e di capacità organizzativa. Fin dall’inizio abbiamo detto che il recupero dell’evasione era finalizzato alla riduzione delle tasse. Adesso siamo in grado di cominciare a farlo, sempre che si contenga la spesa pubblica e si proceda al recupero dell’evasione".

"Meno tasse? Speriamo presto" "Bisogna decidere - ha aggiunto Visco - se si vuole fare il recupero: la cosa è possibile. Lo stiamo dimostrando con quello che è successo questo anno. Nello stesso tempo è evidente che essendo l’evasione un fenomeno di massa, l’opposizione al contrasto è fortissima". Per quanto riguarda la riduzione delle tasse il viceministro dell’Economia ha ribadito che "speriamo di cominciarlo a fare fin da subito". "Prima abbiamo dovuto rimettere in equilibrio il bilancio".

"Abbassare l'Ici? Decidano i Comuni" L’Ici è un’imposta comunale e sul suo abbassamento dovrebbero decidere i Comuni. Lo ha ricordato il viceministro: "E’ un’imposta comunale, dal mio punto di vista devono decidere i comuni", ha detto Visco rispondendo a una domanda sul taglio dell’Ici. "Se ci sono i soldi si può fare tutto, se non ci sono non si può fare nulla. Per questo è bene che la lotta all’evasione sia sostenuta".

"Sì alle proposte di Montezemolo ma prima le famiglie" "Purtroppo soldi ne abbiamo pochi, e se li avessimo ci servirebbero per ridurre le imposte per le famiglie, i contribuenti più bassi, per i figli a carico. Queste sono le priorità in questo momento. Dobbiamo stare attenti - ha spiegato - a come e a cosa tassiamo. Bisogna stare attenti a non tassare troppo i fattori di produzione mobili, mentre bisognerebbe tassare di più quelli immobili". "La tassazione sul lavoro non si è abbassata, ad esempio, perchè il lavoro si muove molto meno del capitale. E quindi se ci sono Paesi, come il Lussemburgo e la Svizzera, che fanno offerte di tassazione migliori è difficile non tenerne conto". "Questo - ha concluso - è il problema delle imposte sulle società. Dobbiamo essere in grado di riformare segnamente la nostra imposta sulle società e anche ridurne l’aliquota".  

Sangalli (Confcommercio): parole, aspettiamo i fatti Sul taglio delle tasse il governo passi dagli annunci ai fatti. È l’auspicio del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che, a margine di un convegno sull’ambiente, risponde con una battuta alle dichiarazioni del viceministro all’Economia, Vincenzo Visco, secondo cui il governo è pronto a ridurre le tasse. L’annuncio di Visco «non mi sorprende - afferma Sangalli - non è la prima volta che sentiamo che il governo ha intenzione di ridurre le tasse. Mi pare che l’inferno sia lastricato di buone intenzioni. Mi auguro che dagli annunci si passi ai fatti. Ci preoccupa il cortocircuito, che può danneggiare il rilancio della competitività, del continmuo aumento della spesa pubblica e della pressione fiscale».