Visco incalza: "Giù le tasse". Poi frena: "Non ora, non ci sono soldi" 

Il viceministro dell'Economia: "Nel 2006 c'è stato un boom delle entrate erariali (+10%), quindi dovremmo diminuire la pressione fiscale". Ma poi avverte: "Ora, però, non ci sono soldi da spendere. Non metto una data, dico il prima possibile"

Roma - «Dal mio punto di vista le tasse caleranno appena è possibile e progressivamente»: lo dice il viceministro all'Economia Vincenzo Visco commentando il buon andamento delle entrate 2006. Ora - aggiunge il viceministro - «non ci sono soldi da spendere. Sarebbe pericoloso pensare che dato che il gettito va bene ci mettiamo a dare soldi in giro». A chi gli chiede una data precisa, il viceministro risponde: «Io non metto una data, dico il prima possibile». Ma poi ricorda che «c'è comunque un problema di spesa» sul quale occorre agire. Le buone notizie arrivano dalle entrate erariali (escluse quindi Irap, addizionali comunali, etc) che lo scorso anno si sono attestate a 397,4 miliardi di euro con una crescita del 10,3%. Lo rileva il ministero dell'Economia, spiegando che la crescita sul 2005 è di 37,1 miliardi: 33,7 già previsti con la relazione previsionale e 3,4 miliardi in più rispetto alle previsioni. Visco aggiunge che «buona parte del gettito degli ultimi mesi dovrebbe essere considerato strutturale». Per una previsione relativa al 2006 per il gettito dell'intera pubblica amministrazione bisognerà aspettare il prossimo mese.