Visco non ha più le deleghe ma festeggia con la Finanza

Dopo la figuraccia sul caso Speciale, il viceministro sorpreso al ristorante con ufficiali delle Fiamme gialle

da Roma

«È una cena organizzata dalla Finanza. L’hanno fatta pure l’anno scorso ma il viceministro non c’era», dice la receptionist del ristorante Recafé a Roma dove Vincenzo Visco ha cenato nella sala al primo piano mercoledì sera insieme con la sua consorte e con un’altra decina di persone.
Tutto ha inizio intorno alle ore 20.45 quando il viceministro giunge accompagnato dalla scorta al locale di Piazza Augusto Imperatore ricevendo una calorosa accoglienza da parte dei partecipanti. La cena si dipana in maniera tranquilla e gioviale. Il locale è noto per la sua ottima cucina napoletana e infatti nella stessa serata vede tra i suoi ospiti anche volti noti della tv come Gigi Marzullo e Alessandro Cecchi Paone.
Anche il viceministro e la sua compagnia hanno optato per un menu partenopeo: antipasto con bufala, prosciutto, parmigiana e fritti napoletani. Come primo paccheri allo scarpariello e salsiccia con i friarielli per secondo. Babà, torta caprese e tiramisù per dessert. Il tutto annaffiato da vini campani come Aglianico e Falanghina. E a fine serata omaggi floreali per le gentili signore e un quarto dopo la mezzanotte il commiato. Una classica cena per lo scambio d’auguri. «È stata pagata in anticipo contrattando con i proprietari e non hanno lasciato la mancia», commenta un cameriere precisando poi che nel saldo è comunque compreso il pourboir. «Con 35-40 euro si può fare un’ottima cena da noi», ha osservato il direttore del ristorante. Niente spese folli, quindi.
Insomma, in apparenza niente di male. Resta comunque una domanda da porsi: come mai il viceministro che non ha più la delega sulla Guardia di finanza ha partecipato a una cena organizzata dalle Fiamme gialle? Certo, si potrebbe obiettare che in quanto ex ministro delle Finanze e del Tesoro l’economista diessino abbia mantenuto un buon rapporto con il corpo. Ma dopo le polemiche sollevate dal caso Speciale forse sarebbe stato meglio scegliere un posto più riservato di un locale nel centro di Roma per gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo. A meno che (e l’esercizio del dubbio è lecito) il viceministro non sia ancora molto legato alla Gdf. «Evidentemente tra di noi c’è chi va a cena con Visco», ha commentato una fonte interna al corpo.
Dopo oltre un’ora il capo della scorta di Visco s’è accorto della presenza di un cronista e di un fotografo. «Si tratta di una cena d’ufficio», ha detto alludendo al fatto che il viceministro non avesse piacere a farsi riprendere. Effettivamente nelle fotografie si riconoscono il generale della Gdf, Flavio Zanini, vice capo di gabinetto e l’aiutante di campo, colonnello Mario Ortello. Oltre al portavoce dello stesso ministro.
Se si optasse per questa tesi, ossia la cena dello staff, le domande da porre cambierebbero. Ci si potrebbe infatti chiedere come mai siano ancora nell’ufficio del viceministro due alti ufficiali delle Fiamme gialle visto che la delega sulla Finanza Visco non l’ha più. Si potrebbe obiettare che ogni politico è libero di comporre il proprio staff come meglio crede. Si tratta, però, degli ufficiali che fecero da trait d’union tra il ministero e l’ex comandante generale Roberto Speciale nell’estate del 2006, all’epoca in cui esplose lo scandalo per la sostituzione dei vertici della Gdf in Lombardia.
Una vicenda della quale non si è ancora assopita l’eco visto che il generale Speciale ha vinto il ricorso al Tar del Lazio contro la sua sostituzione e solo il suo successivo passo indietro ha consentito all’attuale comandante generale Cosimo D’Arrigo di esercitare pienamente le proprie funzioni. Solo una questione di opportunità, quindi, in un Paese che nell’era dell’Unione ha fatto dell’apparenza più che dell’essenza un principio morale.
Tra una bufala e una Falanghina sono questioni anch’esse meritorie di approfondimento. O forse no visto che per l’attuale governo sostituire un comandante generale della Guardia di finanza e un consigliere Rai è un fatto di ordinaria amministrazione. Come una «cena d’ufficio».