Visco, scena muta del governo. La Procura apre un'inchiesta

L'esecutivo ha scelto di non riferire alla Camera sulla vicenda Unipol e sullo scontro tra il viceministro e il comandante della Gdf. La Cdl accusa Bertinotti: &quot;Fa il superpartes ma in realtà aiuta governo e maggioranza&quot;. <a href="/video.pic1?ID=MB-220507"><strong><font color="#ff6600">GUARDA IL VIDEOEDITORIALE di Maurizio Belpietro</font></strong></a>

Roma - Il governo prende tempo. E' in forte imbarazzo per la vicenda Unipol-Visco e, in attesa di tempi migliori, si trincera nel silenzio. L'opposizione incalza l'esecutivo ma Prodi ha deciso: nessuna informativa urgente alla Camera. Alla conferenza dei capigruppo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Naccarato ha spiegato che il governo non può riferire alla Camera su dei fatti rispetto ai quali al Senato l’opposizione ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Visco. Per questo ogni legittimo chiarimento sulla vicenda sarà dato solo fra un mese, o poco meno: al Question time del 20 giugno.

Duro il commento dell’opposizione: "La nostra - spiega Antonio Leone di Forza Italia - è una richiesta legittima di sapere che cosa è realmente successo". Sotto accusa anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti: "Fa il garantista a gettone, in questo caso ha aiutato governo e maggioranza abdicando al suo ruolo super partes", dice Leone.

Senato: la prossima settimana si decide Approda al Senato la prossima settimana la vicenda Visco-Gdf-Unipol. Su richiesta della Cdl, la conferenza dei capigruppo martedì prossimo dovrà decidere se e quando mettere in votazione la mozione di sfiducia presentata ieri sera nei confronti del viceministro. "Confido - ha detto il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani - nella saggezza del presidente Marini, che fino ad oggi non ha mai impedito all’opposizione di svolgere il proprio ruolo". Schifani si dice certo che la conferenza dei capigruppo accoglierà la richiesta dell’opposizione e "al più presto" la prossima settimana i senatori saranno chiamati a votare la mozione che impegna il governo a revocare le deleghe al viceministro che si occupa delle finanze.

La Russa: "Prodi scappa ancora" "Il presidente Prodi si mantiene in allenamento: scappa ancora. È un vero primatista nella fuga dalle responsabilità". È questo il commento di Ignazio La Russa, presidente dei deputati di An. Quella di Prodi è una abitudine imbarazzante, sottolinea La Russa: "La dichiarata disponibilità a rispondere personalmente ad un generico question time solo in data 20 giugno rivela solo l’intenzione di prendere tempo nella illusoria speranza che l’attenzione sull’argomento diminuisca".

Cicchitto: "Spettacolo grottesco per coprire Visco" "Nel quadro di un rapporto omertoso tra il presidente del Consiglio e il viceministro Visco, e nel quadro di rapporti assolutamente labili e inconsistenti tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento, il governo evita di andare davanti alla Camera dei deputati, dove pure ha una forte maggioranza, per riferire sul caso Visco. Prendiamo atto che Prodi è in fuga, ma se scappa dalla Camera difficilmente potrà sottrarsi al confronto in Senato". Lo afferma in una nota Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia.

Tajani: "Visco è come Don Rodrigo" "Visco è come Don Rodrigo di manzoniana memoria - dice Antonio Tajani, presidente dei deputati azzurri a Strasburgo -. Vorrebbe che la Guardia di Finanza diventasse come i bravi, uno strumento al servizio del potere e dei partiti. Per fortuna ci sono ufficiali con la schiena dritta che non si sono piegati davanti alle minacce del Vice Ministro. Ora è tempo che Visco lasci l’incarico di Governo, anche perché nella sinistra c’è grande imbarazzo per il suo comportamento e vengono a mancare gli atti di solidarietà. Perchè non parlano Rutelli e D’Alema?".

Cossiga: "Il governo decida in fretta" La decisione spetta senz’altro al governo, ma proprio per questo il governo deve decidere rapidamente sui destini di Vincenzo Visco e Roberto Speciale. Lo scrive il senatore a vita Francesco Cossiga in una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri. "Ti scrivo per scongiurarti di volere prendere sollecitamente una decisione nell’interesse dello Stato e per la credibilità delle Istituzioni. Io stimo sia Visco che Speciale - scrive Cossiga - ma giunti a questo punto, o via Visco, o via Speciale o via tutti e due".