Visco si corregge: «Non penalizzerò le Fiamme gialle»

Fabrizio de Feo

da Roma

Prima i veleni rovesciati sulla Guardia di finanza da alcuni organi di stampa nei giorni caldi dell’inchiesta sullo spionaggio fiscale, sgonfiatasi nel giro di poche ore. Poi i colpi inferti dalla Finanziaria, tutt’altro che prodiga di attenzioni verso le forze dell’ordine. Un uno-due pesante che scuote il Cocer delle Fiamme gialle, ovvero l’organismo di rappresentanza della Finanza, e lo convince ad alzare la voce e chiedere maggiori risorse al governo per l’attività del corpo di polizia tributaria.
L’affondo del Cocer risuona come una richiesta di attenzione rivolta alle istituzioni e, in particolare, al ministero di Via XX Settembre. Un atto pesante e impegnativo che fa scattare la reazione di Vincenzo Visco che prende carta e penna e mette nero su bianco le sua «rassicurazioni». «Il ruolo della Guardia di finanza è centrale nel contrasto dell’evasione e resta un caposaldo dell’azione di governo e sarà sempre più valorizzato» scrive il viceministro dell’Economia. È «preoccupazione del responsabile delle Entrate cercare di evitare disparità di trattamento con altri Corpi di Polizia». Visco sottolinea poi che «in questo particolare momento storico-istituzionale, la centralità del ruolo svolto dal Corpo della Guardia di finanza nel contrasto ai fenomeni d’evasione e a ogni forma di illegalità economico-finanziaria resta un caposaldo nell’azione di governo. In tal senso - spiega Visco - il ruolo strategico del Corpo sarà sempre più valorizzato e troverà piena rispondenza negli indirizzi che gli verranno assegnati nel contrasto a ogni forma di illecito fiscale». Visco non nasconde, però, che «l’economia del Paese solo di recente ha avuto segnali di ripresa e la gestione passata della finanza pubblica ha provocato un forte deterioramento dei saldi, il che comporta senso di responsabilità e misura da parte di tutti. Sono certo comunque che una nuova tensione etica e civile - conclude la lettera - sarà, per la struttura vitale qual è la Guardia di Finanza occasione di impegno e valorizzazione».
Il Cocer accoglie la lettera con soddisfazione. «Avevamo lamentato alcune incongruenze tra il ruolo che siamo chiamati a svolgere e la mancanza di strumenti finanziari previsti nella legge finanziaria - commenta il presidente del Cocer, generale Domenico Minervini - La lettera è l’atto di attenzione. Quello volevamo, soprattutto per la parte che sottolinea il ruolo centrale della Guardia di finanza».