"Visco: si dimetta". Di Pietro: caso che non nobilita il governo

Dopo la pubblicazione sul &quot;Giornale&quot; del verbale in cui il generale della Finanza Speciale accusa Visco di ingerenza con minacce nell'inchiesta Unipol, la Cdl ribadisce: il viceministro lasci. La procura di Milano: nessun insabbiamento. <a href="/video.pic1?ID=MB-220507"><strong><font color="#ff6600">GUARDA IL VIDEOEDITORIALE di Maurizio Belpietro</font></strong></a><br />

Roma - Si moltiplicano le reazioni al "caso Visco", dopo la pubblicazione sul "Giornale" del verbale in cui il comandante della Fiananza, generale Speciale, accusa il viceministro di ingerenza con minacce nell'inchiesta Unipol-Bnl. Nella Casa della libertà continuano a levarsi forti le voci di chi chiede le dimissioni di Visco. Ma anche nella maggioranza c'è chiede da un giudizio negativo dell'affaire, mentre il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ammonisce: "Subito risanamento della politica". "Non ho un’idea - spiega Bertinotti - . L’unica cosa è che vorrei si evitasse di introdurre ulteriori elementi in quel grande fuoco che alimenta la crisi della politica. Penso che ci sia bisogno di un risanamento generale della politica, su cui io credo bisognerebbe applicarsi con una coesione che consenta di fare presto". Quanto alla richiesta dell’opposizione affinchè il governo riferisca in Aula, Bertinotti ricorda di essersi sempre adoperato perché i dibattiti avessero luogo in Parlamento: "Abbiamo sempre detto sì alle richieste...".

Di Pietro: "Caso poco chiaro, non nobilita il governo" "E' una di quelle vicende poco chiare che non nobilitano le azioni del nostro governo", dice il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro durante il dibattito di Omnibus su LA7. Sull’avvicendamento dei vertici della Guardia di Finanza in Lombardia, Di Pietro ha poi precisato che "mandare via chi conosce tutti gli atti di indagini delicatissime, come quelli della Unipol, della Bnl e dei furbetti del quartierino, equivale a decapitare l’intera testa investigativa e far ricominciare le indagini da capo. Se le preoccupazioni dei cittadini di un livellamento al ribasso del senso etico della politica - aggiunge di Pietro - non sono prese di petto e noi del centrosinistra stiamo a guardare, tergiversando invece di prendere posizioni e rispettare le promesse degli elettori, rischiamo di essere uguali agli altri».

Fini: "O Speciale dice il falso o Visco si dimetta" "O il viceministro Visco dimostra che il comandante generale della Guardia di Finanza dice il falso, oppure dovrebbe trarre le conseguenze" e quindi «rassegnare le dimissioni". Così il leader di An, Gianfranco Fini, commenta la vicenda definita "inquietante, perché o si contesta al generale Roberto Speciale di aver detto il falso, oppure la deposizione del comandante generale della Gdf è un atto di accusa nei confronti di Visco". Fini, impegnato a Rieti per la campagna elettorale per le amministrative, respinge le accuse di "propaganda" da parte del governo e del centrosinistra: "L’unica cosa che Prodi non può fare, è quella di parlare di propaganda, di mistificazione giornalistica o di linciaggio mediatico, perché se fa così allora si ha qualcosa da nascondere. Qui - spiega Fini - non c’è nè mistificazione nè propaganda, ma una deposizione di un ufficiale della guardia di finanza che dice cose che o vengono contestate in qualto false, oppure sono gravissime".
Forza Italia: "Deve andarsene" "Il viceministro ha perso ogni credibilità e deve dimettersi. Il suo comportamento nella vicenda della sostituzione di alcuni ufficiali della guardia di finanza di Milano è stato gravissimo. Adesso Prodi - attacca l'esponente di Forza Italia - , magnanimo, solidarizza con Visco perché a suo tempo ha avuto pieno successo il condizionamento, chiamiamolo eufemisticamente così, nei confronti dei Ds da parte degli stessi ambienti che dal Corriere della Sera adesso cavalcano quell’antipolitica cosi temuta da D’Alema. In effetti si tratta di pura copertura determinata dalle condizioni comatose nelle quali si trova il governo".

Capezzone: "Uno dei due se ne deve andare..." "Vedo, nella maggioranza, troppa omertà a proposito dell'affaire Visco". Sarebbe invece interesse di tutti fare massima chiarezza. Sono e resto garantista, naturalmente, ma occorrono spiegazioni convincenti, dinanzi a un problema tanto semplice quanto grave. La questione può essere riassunta così: come fanno a restare contemporaneamente al loro posto un vice-ministro e il comandante della Guardia di Finanza che lo accusa di avergli fatto delle pressioni per rimuovere degli ufficiali? Si chiarisca chi ha mentito. Uno dei due se ne deve andare. Intanto, vivissimi complimenti al Giornale per la coraggiosa inchiesta giornalistica di questi giorni". Lo afferma Daniele Capezzone dei radicali italiani.

Cossiga: se il generale mente, Prodi lo deve radiare... "Se il governo della Repubblica ritiene che il generale Speciale abbia mentito formulando gravi e false accuse al suo superiore politico diretto, deve, in Consiglio dei ministri, non limitarsi a destituirlo ma radiarlo dalle Forze Armate per mendacio e fellonia". Lo afferma in una nota Francesco Cossiga. Secondo l’ex capo dello Stato, invece, "vogliamo risolvere il problema all’italiana, il governo si fa promettere dal generale Speciale che non solleverà mai più il problema e lo nomina consigliere di Stato o della Corte dei Conti". "Ho grande stima per Vincenzo Visco e ho grande stima per il generale Speciale, - osserva Cossiga - Per essere da molto tempo fuori dal giro del potere, non ho elementi per potere giudicare la grave situazione che si è venuta a creare. Non ho particolari rapporti con il Giornale, ma ritengo ingiusto accusarlo di scandalismo, perchè esso non ha fatto altro che pubblicare il verbale di una dichiarazione resa sotto la sua responsabilità dal generale Speciale all’autorità giudiziaria. Ho enorme stima della Guardia di Finanza, corpo antico e moderno che protegge interessi vitali e che non può essere lasciato nella incertezza e nel dubbio».

Buttiglione: "Nessuna copertura" "Bisogna andare fino in fondo, non si può liquidare la cosa coprendola come si è fatto fino ad oggi" il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione non ha dubbi: "Il generale Speciale è persona di grande probità e di indiscusso prestigio, e rappresenta la Guardia di Finanza. È la prima volta che c’è un attacco così pesante contro l’autonomia della Guardia di Finanza. La Gdf è un’istituzione, deve essere imparziale, è la custode del diritto fiscale dei cittadini italiani, e la sola ipotesi che ci siano pressioni politiche sulla Guardia di Finanza è gravissima, e per la tutela dei cittadini bisogna andare fino in fondo".

La procura di Milano: "Non abbiamo insabbiato nulla" "Non abbiamo ravvisato di inviare gli atti dell’indagine preliminare per un eventuale procedimento disciplinare a nessun’altra autorità giudiziaria perché a nostro avviso dalle parole del generale Roberto Speciale e di altre persone sentite a verbale non emergevano elementi per contestare ipotesi di reato". Lo ha dichiarato ai giornalisti il procuratore generale di Milano, Mario Blandini, spiegando che l’indagine preliminare aperta per un’eventuale procedimento disciplinare per appartenenti alla Guardia di finanza è stata archiviata nei mesi scorsi. "Noi non abbiamo insabbiato nulla - aggiunge Blandini - il nostro compito era solo di verificare la possibilità di un eventuale procedimento disciplinare per militari della Gdf. Poi abbiamo anche fatto la valutazione su eventuali ipotesi di reato e questa valutazione è stata negativa per la semplice ragione che dalle parole del generale Speciale alla costruzione giuridica di un reato ce ne corre". Blandini inoltre ricordato che lo stesso Speciale non aveva ritenuto di presentare una denuncia specifica dopo gli ordini che avrebbe ricevuto dal viceministro Vincenzo Visco in relazione al trasferimento di ufficiali della Gdf. "Questi trasferimenti come sapete poi non erano neanche avvenuti - continua Blandini - e il generale Speciale non contestò gli ordini ricevuti ma aprì una pratica amministrativa. Non ci possiamo mettere a discutere se le nostre valutazioni sono state giuste o meno, e noi non siamo i tutori della Guardia di finanza".

Cicchitto: "Da Blandini un soccorso rosso" «Quello del procuratore generale di Milano Mario Blandini è un malaccorto "soccorso rosso" nei confronti del ministro Visco». Lo scrive in una nota Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia. «Che un ministro intervenga in modo assillante sul comandante generale dell’arma della Guardia di finanza per richiedere il trasferimento di alcuni ufficiali allo scopo di proteggere la sua parte politica - sottolinea l’azzurro - certamente a nostro avviso ipotizza un comportamento irregolare, probabilmente sul piano giuridico, sicuramente sul piano politico». «Se un fatto del genere avesse riguardato un ministro del governo Berlusconi - prosegue - avremmo avuto l’intervento della magistratura e forse anche quello di livelli istituzionali. A sua volta Prodi interviene per un soccorso politico in favore di Visco. Conosciamo benissimo, nella vicenda riguardante la scalata delle banche, quali complessi rapporti di reciproco condizionamento furono stabiliti fra il gruppo dirigente dei DS, Prodi e alcuni esponenti della Margherita. Adesso a cose fatte - conclude Cicchitto - evidentemente prevale la reciproca omertà».
Parisi: "Problema da affrontare" «Noi abbiamo delle versioni degli eventi che sono significativamente diverse tra loro. Io devo stare a quella che è la posizione del governo, non mi permetterei di sostituirmi nel giudizio senza avere verificato di persona. Ma evidentemente il discorso è aperto». Anche il ministro della Difesa interviene sul caso, aggiungendo che che quando a suo tempo parlò in una intervista del caso Unipol non sollevò «la questione morale», ma dissi che se non si «interveniva tempestivamente sulle regole e sui modi di procedere a riguardo dei rapporti tra politica ed economia sarebbe scattata una miscela esplosiva di populismo, moralismo e giustizialismo. Una miscela che adesso è al centro dell’attenzione».