Visco va in Veneto e insulta i veneti

Il viceministro ds: il crac argentino è colpa vostra, qui la patria dell'antistatalismo. La Margherita: frasi pericolose. Galan: vergogna

da Roma

«Posso dire con una battuta che qui in Veneto l’antistatalismo è consustanziale, della medesima essenza, con la cultura media dei cittadini della regione». Il viceministro all’economia Vincenzo Visco ha scomodato un aggettivo che i teologi associano alla Trinità per dire cosa pensa dei veneti. Complice l’atmosfera particolarmente favorevole del forum anti-Cernobbio «Sbilanciamoci» organizzato quest’anno a Marghera dalla sinistra estrema - il responsabile della politica fiscale del governo si è lasciato andare, facendo tra l’altro intendere che crack finanziario peggiore dell’ultimo decennio potrebbe avere una origine etnica. «Non è mai impossibile finire in una crisi finanziaria. Basta che uno si distragga un momento. L’Argentina esiste - ha concluso Visco, citando la crisi dei bond - e quello è un Paese fatto per metà di italiani, molti sono anche veneti. L’attitudine a non fare i conti con la realtà c’è».
Frasi che non sono passate inosservate nella principale regione del nord-est. Esponenti politici di entrambi gli schieramenti hanno avuto buon gioco nel replicare al politico foggiano, ricordando che il record d’evasione è semmai quello del Sud. Quelle di Visco sono «affermazioni pericolose», ha attaccato Diego Bottacin, coordinatore regionale della Margherita. «Se ci si mettesse ad analizzare la propensione geo-antropologica a pagare le tasse o il senso dello Stato degli abitanti di tutte le altre regioni italiane, compresa quella da cui il viceministro dell’Economia proviene, non so cosa salterebbe fuori».
Falso che i veneti siano antistatalisti. Vero, invece - secondo l’esponente Dl e quindi futuro collega di Visco nel Partito democratico - «che i veneti sanno distinguere quando lo Stato è efficiente e moderno e quando invece è assistenzialista e borbonico. E pretendono,giustamente, che la burocrazia sia a servizio dei cittadini e delle imprese, non un freno allo sviluppo».
Infuriato il governatore Giancarlo Galan. «Viene a casa nostra e insulta. Viene a casa nostra e non si vergogna di come si è comportato con i vertici della Guardia di finanza. Chi? Vincenzo Visco ovviamente, che preso a calci nel sedere da tutta Italia si è guardato bene dal dimettersi». Rispetto al potente viceministro, ha aggiunto Galan, è molto meglio Giuseppe Bortolussi, assessore della Giunta comunale di Venezia guidata da Massimo Cacciari, «una persona per bene, un tecnico preparato, un politico onesto che qualche giorno fa ha dichiarato di essersi amaramente pentito per aver favorito a suo tempo la carriera politica di Visco».
Le uscite dell’esponente Ds non faranno sicuramente piacere a Walter Veltroni. Il nome di Visco è tra quelli iscritti d’ufficio nella squadra del candidato favorito alla guida del Partito democratico. E l’unico neo della marcia trionfale del sindaco di Roma alla guida della sinistra, il fronte sul quale Veltroni sta concentrando gran parte dei suoi sforzi, è proprio il rapporto con le regioni del nord.
La gaffe potrebbe invece rafforzare chi nel governo chiede la riduzione dell’Ici sulla prima casa. Visco si è schierato contro, smentendo le indiscrezioni su un accordo raggiunto a proposito degli sgravi sulla prima casa. «Sono ipotesi prive di fondamento». La riduzione dell’Ici - ha ribattuto il ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta - è prevista dal Dpef, andrà realizzata «nei limiti delle disponibilità finanziarie», ma sarebbe bene che tutti i membri del Governo evitassero di fare troppe dichiarazione sui singoli provvedimenti.