Le visite a Cuffaro nel mirino dei pm: indagata il sottosegretario Vicari

La procura di Roma la accusa, insieme ad altri politici, di aver spacciato per propri assistenti persone che dovevano parlare con l'ex governatore per problemi immobiliari. Lei però smentisce tutto: "Si tratta solo di una bolla di sapone"

Un sottosegretario, Simona Vicari, Ncd, indagata. Altri politici anche loro nel mirino, insieme a una ventina di persone. Il reato? Essere andati a trovare in carcere, come peraltro le prerogative da parlamentari consentono, l'ex governatore di Sicilia Salvatore Cuffaro, che a Rebibbia sta scontando sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia. Secondo i pm di Roma, che le hanno inviato un avviso di garanzia, la Vicari, siciliana anche lei come Cuffaro, avrebbe portato al colloquio non collaboratori, così come consentito dalla norma, ma persone che dovevano discutere con l'ex governatore di problemi legati ad alcune proprietà immobiliari. Di qui l'accusa di concorso in falso.

La notizia è stata pubblicata dal «Fatto quotidiano». E ha immediatamente suscitato un putiferio. Tuona il gruppo Cinque stelle alla Camera, che richiamando anche un'altra vicenda, quella della Cpl Concordia, chiede chiarimenti alla Vicari e ne sollecita le dimissioni. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, dal canto suo, fa sapere di non aver commesso alcun illecito: ««Sono andata a trovare Totò Cuffaro con un mio strettissimo collaboratore istituzionale di Roma e ben al di sopra di ogni sospetto. Si tratta soltanto di una bolla di sapone».

Nel mirino, come si diceva, le visite a Rebibbia all'ex governatore di Sicilia. Gli inquirenti stanno scandagliando ben due anni di visite all'ex presidente della Regione, e gli indagati sarebbero in tutto una ventina. Per lo più siciliani, come lui, gli onorevoli che in questi anni si sono avvicendati ad andare a trovare l'ex governatore in carcere. Secondo i pm i politici avrebbero portato con sé persone di fiducia di Cuffaro, che avrebbe così impartito direttive dal carcere per il passaggio di proprietà di alcune proprietà immobiliari. Con il sottosegretario Vicari hanno ricevuto avvisi di garanzia anche l'ex senatore Giuseppe Firrarello, l'ex deputato Pippo Gianni e anche l'ex deputato Salvo Fleres, sino al 2013 garante dei detenuti in Sicilia.