Visite guidate per conoscere il patrimonio della gipsoteca

Quando si parla dei musei romani, si dimenticano generalmente quelle raccolte universitarie nate con intenti puramente didattici. Eppure i circa venti musei della Sapienza meriterebbero una maggiore attenzione, perché non si tratta di antiquati magazzini della storia, ma di centri dinamici di promozione della cultura, come avviene per esempio per il Museo dell’Arte Classica, diretto da Maria Grazia Picozzi, dove si tengono conferenze, convegni e prossimamente una serie di visite guidate gratuite.
Un’ottima iniziativa, questa, che permette di approfondire la conoscenza di capolavori conservati in diverse città, grazie ai 1200 calchi di opere che vanno dall’età arcaica al tardo ellenismo, dalle Korai scoperte negli scavi dell’Acropoli di Atene, alla decorazione plastica del Partenone, ai rilievi del celebre altare di Pergamo (i cui originali sono conservati a Berlino).
Nato come Museo dei Gessi nel 1892 sul modello delle gipsoteche universitarie tedesche, è attualmente uno dei più importanti del suo genere nel mondo. All’inizio ebbe come sede un palazzo di Testaccio, nel 1925 fu trasferito in alcune sale dell’Istituto S. Michele e soltanto alcuni anni dopo, con la costruzione della città universitaria, trovò definitiva collocazione negli ambienti sotterranei della facoltà di Lettere e Filosofia.
Restaurato e riordinato tra il 1995 e il 2000, vanta come ultima acquisizione la copia in gesso del Giovane di Mozia, eseguita nel 2004 con una tecnologia avanzata, realizzata attraverso una completa scansione laser dell’originale.
La prima visita guidata, che ha come tema l’immagine della donna nella scultura greca, si tiene oggi alle 11.
Seguiranno, sempre alla stessa ora, la cultura figurativa a Pergamo (30 marzo), Charis e Olbos (30 aprile), Policleto e Fidia (11 maggio), gli scultori del IV secolo (18 maggio), dalla grande statuaria ai rilievi neoattici (25 maggio), e per finire la storia del museo l’8 giugno.