Le visite Ministri al lavoro in prima fila. E tra le auto blu s’infilano Franceschini e Di Pietro

LA SQUADRA Alfano, Zaia, La Russa, Tremonti, Bossi e Calderoli tra la gente per coordinare le operazioni

Roma.Manco fosse un formicaio distrutto, ieri L’Aquila e i paesi colpiti dal terremoto erano tutti un brulicare di auto blu. Politici, ministri, governatori, sindaci: la corsa a portare solidarietà è partita e non si fermerà neppure nei prossimi giorni. Uno dice: «Manca solo il Papa». Arriverà, arriverà: «Appena possibile», ha assicurato Ratzinger. E oggi è atteso il capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
A parte Berlusconi, che appena saputo del sisma è corso in zona per verificare di persona l’entità dei danni e dirigere le operazioni di soccorso, ieri è stata tutta una processione di ministri. Torneranno a Roma con faldoni sottobraccio e grane sul groppone da risolvere. Ecco il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che controlla gli uffici giudiziari colpiti e si complimenta per l’evacuazione del carcere dell’Aquila: il più grande trasferimento di detenuti che la storia recente ricordi. C’è il ministro Ignazio La Russa che passa in rassegna le caserme e ringrazia i militari a uno a uno. C’è pure il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia che rassicura agricoltori e allevatori. Ma si fanno pure vedere i ministri Umberto Bossi, Giulio Tremonti, Roberto Calderoli: tutti al quartier generale della Protezione civile. Presente anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno «qui per portare solidarietà e capire cosa può fare la capitale». E mentre da Roma il ministro Andrea Ronchi assicura che il governo sta già attivando gli strumenti della Ue per utilizzare i fondi europei, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini fa sapere che andrà in Abruzzo «per stare con i ragazzi». E forse si farà vedere anche il presidente del Senato Renato Schifani che ammette: «Avevo pensato di andarci subito poi ho preferito rinviare per non essere d’intralcio».
Stesso pensiero di Dario Franceschini che però poi alla fine non ha resistito: «Avevo il dovere, la voglia, il bisogno di andare a vedere per capire la situazione, non soltanto vedendola raccontare». Presente. E non poteva mancare neppure il leader Idv, Antonio Di Pietro, tanto per riconfermare «la collaborazione con le istituzioni per superare l’emergenza». E le Regioni? Degnamente rappresentate dal presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani che porta la «solidarietà di tutte le altre Regioni».