La vita è amara anche senza la verità

Cinismi della politica, vite divise di padri e figli, vecchiaie contro giovinezze, letteratura come radice di verità e insieme di menzogna: temi ricorrenti ai quali Giorgio Van Straten riesce, tuttavia, a conferire un’aura di mistero. Merito di uno stile che abbassa il pathos partecipativo in favore d’una altissima tensione al disincanto. La verità non serve a niente (Mondadori, pagg. 201, euro 17,50) è un libro duro, frontale di fronte agli eventi. Nessuna volontà manifesta di creare atmosfere: l’amarezza verrà dalle cose stesse. È paradossale come Van Straten lavora per chiamarsi fuori dalla «sua» fabula e, nello stesso tempo, inchioda il lettore alle pagine. E questa, in fondo, è l’anomalia che distingue i romanzi doc. Non capita spesso di leggerne. Quando accade, va dichiarato senza ritegni.