Una vita divisa fra laboratorio e insegnamento

Giulio Natta (1903-79), nata a Porto Maurizio, frequentò le scuole superiori a Genova. Nel ’21 arrivò a Milano - dove visse praticamente tutta la vita - laureandosi nel ’24, a soli 21 anni, in ingegneria chimica industriale al Regio Istituto Tecnico Superiore (oggi Politecnico), in quel momento uno dei più importanti centri di ricerca scientifica. Natta iniziò la carriera dedicandosi allo studio della determinazione della struttura delle sostanze chimiche mediante raggi X; poi a Friburgo si avvicinò alle tecniche di analisi delle strutture chimiche tramite diffrazione di elettroni. In quegli anni lo studio sulle macromolecole era ancora pionieristico; Natta ne intuì l’importanza e tornato a Milano iniziò uno studio sulla struttura cristallina di polimeri. Ormai affermato ricercatore fece una rapida e brillante carriera accademica fino alla cattedra in Chimica al Politecnico di Milano. Dopo la seconda guerra mondiale, Natta entro in contatto con il mondo industriale degli Usa, approfondì gli studi sulle sintesi e le proprietà dei composti macromolecolari e nel 1952 iniziò la collaborazione con il chimico tedesco Karl Ziegler che condusse nel ’54 alla realizzazione del polipropilene isottattico e, nel ’63, all’assegnazione del Nobel. Giulio Natta è morto a Bergamo nel 1979.